Il dilagare del “love bombing” come trappola per adescare vittime online. Il “bombardamento di assistenza” dei caregiver che regge dal basso il nostro tessuto sociale
Almeno cinque ragazze olandesi tra i 12 e i 22 anni hanno tentato il suicidio dopo essere finite in chat online degenerate in sadismo estremo. Le indagini sono in corso e il numero potrebbe crescere. A spiegarne il funzionamento è stato il capo dell’Unità investigativa nazionale, Rob van Bree: per essere presi sul serio all’interno di quei gruppi bisogna condividere materiale sempre più estremo. Più estremo è il contenuto, più alto è lo status. In questo meccanismo, la pressione psicologica diventa sistematica, organizzata, scientifica, fino a isolare completamente chi vi cade dentro.
Le vittime venivano agganciate con la strategia del “love bombing”, un’espressione famigerata nei contesti di abuso affettivo. All’inizio c’è un’attenzione totale, l’illusione di essere finalmente visti, scelti, preferiti. Poi l’affetto diventa condizione, ricatto, comando. Non è solo violenza: è la manipolazione di un bisogno elementare. L’essere guardati, sentire una preferenza affettiva su di sé, è la ...
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