Difendere l’armonia, non il passato
Vivo un mondo, quello universitario (soprattutto italiano), nel quale definirsi conservatori equivale a ridurre di molto la densità delle proprie relazioni, sebbene la scelta di operare come semplice economista d’azienda, meglio esperto di organizzazioni, consenta di sfuggire a questa trasparenza rifugiandosi nel tecnico di discipline almeno in parte pratico-normative. Atteso che non sempre è un obiettivo quello di ampliare la densità di chi si frequenta (dipende molto dalle proprie caratteristiche come ricorda argutamente per il conservatorismo Aldo Rustichini), mi sento stimolato dal suo intervento e da quello che commenta Danilo Breschi a esprimere un lato di me che raramente ho lasciato emergere così chiaramente.
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