Dietrofront di Hollande sulle tasse: vincono i piccioni

Oltre 60 mila imprenditori si sono riuniti su Facebook per protestare contro l’aumento delle tasse sulle plusvalenze delle società di Hollande. Dopo una settimana arriva la vittoria.

Alla fine i piccioni francesi l’hanno spuntata e Francois Hollande ha fatto marcia indietro, ritirando l’aumento delle tasse sulle plusvalenze delle imprese, che aveva fatto infuriare i piccoli e medi imprenditori d’Oltralpe. La marcia indietro è arrivata dopo un mese di protesta virtuale da parte di 60 mila imprenditori che si sono riuniti nel gruppo Facebook les pigeons, i piccioni, meglio traducibile con “polli”.

«TASSE CONTROPRODUCENTI». Secondo quanto afferma il loro manifesto «il governo ha deciso di trattarci come polli (…) ma deve capire che gli investimenti economici degli imprenditori non possono essere paragonati a [e tassati come] quelli nel settore immobiliare. Ricordiamo al governo che l’80 per cento degli occupati creati negli ultimi anni sono stati creati dalle nostre piccole imprese. Queste tasse sono controproducenti e faranno ritornare nella clandestinità migliaia di imprenditori, privando la Francia di entrate fiscali importanti».

AUSTERITY FRANCESE. Hollande, come annunciato nel programma e dovendo fare di austerity virtù, deve cioè trovare 30 miliardi di euro per raggiungere il pareggio di bilancio, voleva aumentare la tassa sulle plusvalenze delle società dal 19 per cento al 40, con la possibilità di arrivare fino al 60 per cento. Non tutte le imprese sarebbero state toccate dall’aumento, ma gli imprenditori si sono infuriati lo stesso affermando che non si sarebbero fatti «prendere per polli».

TUTTI CONTRO HOLLANDE. In molti hanno storto il naso davanti alla resa di Hollande, ma il presidente francese, oltre che di soldi, ha anche bisogno di consenso: la supertassa al 75% dei redditi superiori al milione di euro ha già fatto infuriare i più grandi e ricchi imprenditori francesi, che lo avevano appoggiato in campagna elettorale, e dopo quattro mesi il suo gradimento è sceso di 8 punti percentuali, passando dal 52 al 44 per cento, mentre Sarkozy era rimasto al di sopra del 50 per cento per otto mesi.