Dieci a Mourinho, quattro a Boateng. Pagellone Champions (ma chi diavolo è Volodko?)

L’euro gol di Oscar del Chelsea, la gara di maturità della Juve, la super rete del bielorusso Volodko e l’evanescenza del Milan. Pagelliamo la prima giornata di Champions League.

Voto 10. Mourinho: la scivolata in ginocchio al 3-2 di Ronaldo è il sigillo più bello alla vittoria del suo Real sul City. Doveva essere il big match della prima giornata, e la partita ha confermato le attese. È stato invece lo Special One a sorprendere un’altra volta: il gruppo era a terra per la partenza così così in campionato, due volte si è trovato sotto contro i campioni d’Inghilterra, ma lui ha saputo dare la grinta giusta per recuperare il match.

Voto 9. Oscar: il Chelsea campione d’Europa riparte da dove aveva finito: l’11. Era il numero sulle spalle di Drogba quando l’ivoriano ribaltò la finale di Champions contro il Bayern realizzando il rigore decisivo. È il numero con cui il giovane brasiliano si è reso protagonista ieri di un gol da antologia, ciliegina sulla torta ad una partita autoritaria.

Voto 8. Vidal: premiamo lui per premiare tutta la Juve. Si fa male ma non abbandona la squadra, rimane in campo e si dà da fare per almeno un’ora zoppicando, e al 50′ realizza un bel gol. È l’emblema della Vecchia Signora, che non si sfilaccia di fronte al doppio shock di Stamford Bridge, ma ha il carattere giusto per assorbire i lividi e recuperare la partita.

Voto 7. Verratti: «Verrattì, Verrattì…». Il Parco dei Principi ha già capito da qualche settimana chi è che detta tempi, giocate e manovre nel Psg super di Carletto Ancelotti. E dire che ieri per il centrocampista abruzzese era l’esordio ufficiale in Champions, un match dove l’emozione può bloccarti le gambe quando hai 19 anni e alle spalle solo un paio di stagioni in Serie B. A meno che tu non sia un fuoriclasse.

Voto 6. Volodko: e chi diamine è? Vi starete chiedendo. Andate a vedervi gli highlights della vittoria del corsaro Bate Borisov sul campo del Lille. Al centrocampista bielorusso bastano 6 minuti per farsi dare il pallone ai 25 metri, guardare la porta e inventarsi una parabola perfetta a scavalcare Landreau, regalando al Bate la prima storica vittoria nella fase a gironi di Champions. Ora è dura per i giallo-blu, che dovranno sfidare Bayern e Valencia, ma con questa cattiveria nulla è impossibile.

Voto 5. Dani Alves: il goffo autogol di tacco del terzino brasiliano è lo spettro di un Barcellona tanto concreto quanto impacciato di fronte al modesto Spartak Mosca. Al Camp Nou serve tutta la classe di Messi (la “Pulce” segna anche di testa) per recuperare un match dove il Barca si è trovato più in difficoltà del previsto.

Voto 4. Boateng: evanescente. E con lui tutto il Milan. Squadra lenta e prevedibile, alla disperata ricerca di un vero leader, in tanti si domandano che fine abbia fatto il Prince che un anno fa aveva fatto perdere la testa ai tifosi rossoneri (che ci sia da aspettarsi nuove interviste shock dalla Satta?). È sul suo rientro che Allegri deve puntare, per poter dare la svolta a quel doppio zero (vittorie e reti in casa) che inizia a pesare quanto un macigno.

Voto 3. Sporting Braga: ora, va bene che il calcio italiano è in crisi e che il campionato portoghese rischia di superarci come prestigio europeo, ma se i lusitani giocano tutti come lo Sporting ieri, schiaffeggiato in casa dal “temibile” Cluj 2-0, allora un po’ di tempo per far fronte alla crisi la nostra Serie A ce l’ha.

Voto 2. Montpellier: esordio amaro per i campioni di Francia, tanto sorprendenti un anno fa quanto anonimi ora. A ringraziare è l’Arsenal, che nonostante l’ex di turno Giroud continui lo sciopero del gol, torna in patria con un bel 2-1. S’illudono i transalpini al 9′ col rigore di Belhanda, ma in meno di 10 minuti sono già sotto. È già finita la favola della provinciale francese capace di mettere sotto il Psg ultra-milionario?

Voto 1. Spalletti: col Milan in queste condizioni, si diceva, allo Zenit spetta il ruolo di top club del gruppo C. Si diceva. Perché in realtà il 3-0 del Malaga dice un’altra cosa. E pensare che in campo c’era pure il grande acquisto Hulk… Ma Isco e Saviola costringono Spalletti ad una figura più magra di quella del conterraneo Allegri. Curioso sarà vedere il prossimo turno, quando Milan e russi saranno contro. Sarà sfida a chi sta peggio?