Dichiarazione dei redditi. Come comportarsi in caso di decesso del familiare a carico?

L’esperto tributarista risponde al quesito di un pensionato che ha perso la moglie. Ecco come regolarizzare la propria posizione fiscale nel modello 730 e presso l’Inps

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pensione-inps-tasse-dichiarazione-redditi-ansaMassimiliano Casto, autore di questo articolo, è Tributarista e Consulente del Lavoro. Chi avesse interrogativi particolari o volesse sottoporre domande su questioni riguardanti la fiscalità può scrivere a studiocasto@virgilio.it, specificando nell’oggetto: “Fisco semplice”. Altri quesiti li potete trovare qui.

Quesito

Sono un pensionato 88enne. Sul cedolino della pensione c’è detrazione per coniuge a carico euro 59,17 ancora nel mese di febbraio scorso, ma mia moglie è deceduta il 2 febbraio 2014 e io l’ho segnalato all’Inps nel marzo 2014… Per questo pongo tre domande:

  1. È sufficiente regolarizzare tutto col prossimo 730?
  2. Bisogna regolare la pratica presso l’Inps?
  3. È vero che c’è la possibilità di evitare il rimborso di quella detrazione applicata in questi mesi passati?

Resto in attesa di una gentile risposta ai tre quesiti. Grazie e distinti saluti
Antonio Tagarelli

Risposta

In linea generale c’è da rilevare che ogni dipendente che abbia familiari a carico può ottenere mensilmente una detrazione d’imposta, calcolata, ai sensi dell’art. 12 del Tuir (Dpr 917/86) in base al numero e alla tipologia dei familiari a carico, e al reddito percepito.

Sono considerati familiari a carico dal punto di vista fiscale:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli, compresi quelli naturali riconosciuti, gli adottivi, gli affidati e affiliati;

i seguenti altri familiari,  a condizione che convivano con il contribuente o ricevano da lui un assegno alimentare non risultante da provvedimenti dell’autorità giudiziaria:

  • genitori (anche adottivi);
  • ascendenti prossimi, anche naturali;
  • coniuge separato;
  • generi, nuore e suoceri;
  • fratelli e sorelle.

Per essere considerati a carico, tali familiari devono disporre di un proprio reddito annuo non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Le detrazioni non spettano, neanche in parte, se durante l’anno il reddito del familiare ha superato tale limite, nel quale si comprendono anche l’eventuale reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze, le borse di studio non esenti Irpef, le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche, consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica.

Ai fini del calcolo del reddito massimo di € 2.840,51, sono esclusi, tra gli altri:

  • le pensioni, assegni e indennità di accompagnamento erogati ai ciechi civili, sordomuti e invalidi civili;
  • le pensioni sociali e le rendite Inail;
  • i compensi derivanti da attività sportiva dilettantistica fino a un massimo di € 7.500,00;
  • le borse di studio esenti Irpef e gli assegni di ricerca.

In particolare, tornando nel dettaglio del quesito del lettore sarebbe meglio verificare la segnalazione che è stata fatta a suo tempo per revocare il coniuge a carico.

In ordine alle domande:

  1. Con la presentazione del modello 730 relativo alla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente, è possibile sanare tale situazione anche perché il 730 funge anche da conguaglio Irpef di fine anno. Il conguaglio della dichiarazione dei redditi (730 oppure Unico) può essere positivo o negativo a seconda di quello che dichiariamo, il nostro reddito da lavoro dipendente o da pensione, le ritenute di imposta fiscali che ci hanno tolto in busta paga mensilmente e le detrazioni di cui abbiamo effettivamente diritto (interessi su mutuo per l’abitazione principale, deduzioni per figli a carico, assegni di mantenimento, agevolazioni fiscali per i lavori di ristrutturazione, eccetera).
  2. È necessario sistemare la situazione del carico familiare alla sede Inps più vicina. In pratica deve presentare un apposito modulo di revoca delle detrazioni d’imposta per coniuge a carico indicando la decorrenza cioè la data del decesso oppure può presentare un nuovo modulo di dichiarazione per il diritto di detrazioni di imposta Inps, chiedendo le detrazioni solo per la pensione e non per il coniuge. In realtà sarebbe opportuno rivolgersi ad un Caf o ad un professionista abilitato per inoltrare telematicamente all’Inps tale modulo. C’è da sapere altresì che oggi l’Inps mette a disposizione di tutti gli interessati un servizio telematico online che dopo aver ottenuto le credenziali per l’accesso permette di trasmettere moduli o consultare dati personali.
  3. Tecnicamente non è possibile evitare il rimborso nella pensione delle detrazioni dei familiari perché è necessario chiedere a monte che non vengano applicate.

Foto Ansa

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