Degno presidente di una repubblica minuscola

Lettera a tempo

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L’elezione a presidente della repubblica (volutamente in minuscolo, d’altra parte cosa pretendete da un “piccolino” come me…) del dottor Carlo Azeglio Ciampi è la degna conclusione di un percorso che dalla nascita della repubblica si è snodato negli anni con ben poche deroghe (De Nicola, Einaudi e, a suo modo, Pertini) al principio del gioco delle tre tavolette. Ricordate come nacque l’attuale sistema? Lo ricordano tutti, anche se si fa finta di niente: aveva vinto la monarchia, ma si sà, i numeri sono relativi… Quindi quanto può meravigliare la vittoria oggi di un tecnico esperto nella relatività dei numeri? È impressionante come all’ex ministro sia riuscito in questi anni l’incredibile giochetto di far risultare in linea coi parametri richiesti i nostri conti quasi fallimentari: tutti gli economisti seri, in Italia e in Europa, gli contestano il metodo che definirei “dello sporco sotto il tappeto”, e lui serafico continua a dire che tutto va bene, Madama la marchesa… Mi correggo, nell’ultima settimana ha provato a dire quello che l’opposizione dice da anni, ma si capisce che è stato solo un calcolo elettorale alla caccia di numeri in Parlamento, questi non relativi, per una volta. Previsioni? Fossi in Silvan, comincerei ad allenarmi per il prossimo settennato.

P.S. Dopo aver letto la lettera ai grandi elettori mandata da Emma Bonino e pubblicata solamente dal Foglio con, il giorno dopo, le conclusioni relative, ho capito che un discorso all’altezza di Lincoln e di Washington in Italia è prematuro, non c’era da aspettarsi altro. Mi sa che per la Bonino, e per tutti noi, purtroppo, ci sarà da aspettare ancora. Arrivederci.

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