Dai partigiani rossi alle Brigate Rosse

L’intervista dello scandalo che, ventuno anni fa, collegava Br, Kgb e Pci

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Proponiamo ai lettori alcuni brani dell’intervista rilasciata il 4 ottobre 1978 al quotidiano francese Le Matin da Renzo Rossellini, il direttore dell’emittente d’estrema sinistra Radio Città Futura che “previde” il rapimento Moro appena tre quarti d’ora prima che avesse luogo.

Quale fu l’argomento della sua conversazione con Bettino Craxi? In linea di massima, abbiamo parlato dei legami delle Brigate Rosse con i servizi segreti sovietici. Esiste in Italia, oggi, un autentico “partito sovietico” che cerca di destabilizzare il paese per tenere il Partito comunista italiano segregato all’opposizione. E il terrorismo, all’interno di questa strategia, diventa un fenomeno più militare che politico. Prendiamo un esempio: perché non è apparso nulla sulla stampa delle clamorose rivelazioni che le Br ci annunciavano in seguito al “processo Moro”? Ebbene, ciò è probabilmente imputabile al fatto che il loro scopo non consisteva nel renderle pubbliche, poichè le Br in quel momento giocavano soprattutto in un ruolo di “informazione” in senso classico. Questa è, del resto, la ragione per cui Moro è stato immediatamente ed inevitabilmente condannato a morte.

Quali sono le prove di questi legami, di cui lei parla, tra le Br e l’Urss? Tutto è cominciato durante l’ultima guerra, quando una frazione importante della Resistenza italiana passò sotto il controllo dell’Armata Rossa. Questa frazione, dopo la guerra, conservò le armi e divenne una base logistica nella strategia dei servizi sovietici nel paese. Il nucleo fu rivitalizzato poi alla fine degli anni Sessanta quando in esso confluirono tutti gli elementi procubani legati alla Tricontinentale. Fu così che questo fenomeno attraversò tutta la sinistra e l’estrema sinistra: a partire dal Pci, in cui sussiste una forte minoranza pro-sovietica, fino all’Autonomia, terreno di grande infiltrazione. È chiaro, io schematizzo. Ma è questa l’origine delle Brigate Rosse. E oggi esse hanno alle loro spalle l’apparato militare dei paesi dell’Est, di cui esse sono una delle emanazioni.

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