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Da oggi, liberi dal fisco

giugno 3, 2016 Redazione

Oggi è il “tax freedom day”, il giorno in cui si smette di lavorare per lo Stato e, dopo 5 mesi dall’inizio dell’anno, si comincia a guadagnare per sé

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Articolo e tabelle tratte da Cgia Mestre Finalmente liberi. Dal fisco, si intende. Dal 3 giugno, infatti, scocca il tanto agognato “tax freedom day”. Grazie a un esercizio puramente teorico è stato misurato, sulla base della ricchezza prodotta e del carico fiscale presente nel nostro paese, quanti giorni sono necessari ai contribuenti italiani per onorare tutte le scadenze fiscali presenti durante l’anno. Questa elaborazione, condotta dall’Ufficio studi della CGIA, indica che per l’anno in corso sono stati necessari ben 154 giorni di lavoro; 3 in meno rispetto l’anno scorso, ma 5 in più rispetto a 20 anni fa e addirittura 7 in più rispetto al 2006. Oggi, quindi, il popolo delle partite Iva, gli imprenditori e i dipendenti finiscono di lavorare per lo Stato e, dopo 5 mesi dall’inizio dell’anno, cominceranno a guadagnare per sé e per le proprie famiglie.

Sempre in riferimento al giorno di liberazione fiscale, un confronto altrettanto interessante è quello con i principali paesi europei. Secondo i calcoli della CGIA riferiti al 2015 (ultimo anno per cui è possibile eseguire la comparazione), i contribuenti italiani hanno lavorato per il fisco fino al 7 giugno, vale a dire 11 giorni in più rispetto alla media registrata nei Paesi dell’Ue.

Tra i nostri più diretti concorrenti solo la Francia ha registrato uno “score” peggiore del nostro (174 giorni), mentre in Germania il cosiddetto “tax freedom day” è scattato dopo 145 giorni (in anticipo di 12 giorni rispetto a noi), in Olanda dopo 137 giorni, nel Regno Unito dopo 127 (ben 30 giorni prima che in Italia) e in Spagna dopo 126 giorni.

Come si sono ottenuti questi risultati? L’Ufficio studi della CGIA ha preso in esame il Pil nazionale dei singoli Paesi registrato nel 2015 con la nuova metodologia di calcolo adottata dall’Eurostat (Sec 2010) e lo ha suddiviso per i 365 giorni dell’anno, ottenendo così un dato medio giornaliero. Successivamente, ha considerato il gettito di contributi, imposte e tasse che i contribuenti europei hanno versato al proprio Paese e lo ha diviso per il Pil giornaliero. Il risultato di questa operazione ci ha consentito di calcolare il giorno di liberazione fiscale di ciascuna nazione presente nell’area dell’euro.

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In Italia è possibile ridurre i giorni di lavoro necessari per pagare le tasse?

«Con una spesa pubblica più contenuta potremmo ridurre anche le tasse – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – ma questo risultato sarà possibile solo con una seria riforma di federalismo fiscale. Grazie ai costi e ai fabbisogni standard e ad una maggiore responsabilizzazione dei centri di spesa periferici, i paesi federali presenti in Ue hanno dimostrato di avere una spesa pubblica più contenuta, un peso fiscale molto inferiore e una qualità e un livello di servizi offerti ai cittadini e alle imprese nettamente migliori dei nostri».


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1 Commenti

  1. Filippo81 says:

    Se continuiamo a rimanere nell’eurozona, il “tax freedom day” arriverà in futuro direttamente a Novembre.Ovviamente i paraculi che non pagano le tasse non si preoccupano più di tanto.

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