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Da Milano i Giardini dei Giusti arrivano in tutto il mondo

novembre 19, 2017 Rodolfo Casadei

Milano è diventata la sede di GariwoNetwork, la rete che collega i 79 Giardini dei Giusti esistenti in Italia e nel mondo sul modello dello Yad Vashem di Gerusalemme

gariwo-milano

Lunedì sapremo se Milano è stata scelta come sede dell’Agenzia europea del farmaco, vincendo la concorrenza di città come Amsterdam, Bratislava e Copenaghen; nel frattempo da ieri, 16 novembre, è la sede di GariwoNetwork, la rete che collega i 79 Giardini dei Giusti esistenti in Italia e nel mondo, 75 dei quali sono sorti per impulso di Gariwo, la Onlus milanese nata per onorare e mantenere viva la memoria di quanti hanno rischiato o perduto la vita per impedire genocidi e altri crimini contro l’umanità, fondata da due milanesi discendenti di sopravvissuti di olocausti: l’ebreo Gabriele Nissim, saggista e giornalista, e l’armeno Pietro Kuciukian, medico e console onorario della repubblica di Armenia.

Gariwo è l’acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide. Dunque l’idea che anima l’iniziativa è quella di estendere a tutto il mondo il modello del Giardino dei Giusti concepito per la prima volta in Israele presso il museo dell’Olocausto dello Yad Vashem a Gerusalemme per onorare i non ebrei che hanno agito per mettere in salvo degli ebrei al tempo della Shoah. Nel 2003 Gariwo ha inaugurato al Monte Stella di Milano il primo Giardino dei Giusti d’Italia. Le prime tre personalità furono Moshe Bejski, l’uomo che creò il Giardino dei Giusti dello Yad Vashem, Svetlana Broz, dottoressa che ha fatto conoscere storie di solidarietà interetnica dei tempi della guerra nella ex Jugoslavia, e lo stesso Pietro Kuciukian che da anni fa conoscere al mondo i Giusti (ottomani) del genocidio armeno.

Nel dicembre dello stesso anno entrò a far parte del Giardino anche Andrej Sacharov. Per ognuno di essi è stato piantato un ciliegio selvatico. Oggi i nominativi sono diventati 53, e nel marzo prossimo diventeranno 57, quando saranno aggiunti quelli di Ho Feng Shan, console cinese a Vienna che fornì visti di espatrio agli ebrei quando tutte le altre ambasciate li rifiutavano; Shero Hammo, yazida, capo del territorio del Sinjar che accolse e protesse migliaia di fuggiaschi armeni che cercavano rifugio per scampare al genocidio nel 1915; Costantino Baratta, muratore e pescatore di Lampedusa che ha salvato una decina di profughi durante la strage per il naufragio del 3 ottobre 2013 e Daphne Troumpounis, albergatrice di Lesbo impegnata nell’accoglienza dei migranti sull’isola greca.

L’idea di Gariwo ha avuto successo, e in questi ultimi 14 anni 69 Giardini dei Giusti sono nati per iniziativa di enti locali, scuole o semplici cittadini in tutta Italia: da Agrigento a Torino, da Catania a Busto Arsizio, da Albagiara (Sardegna) a Riva del Garda, in 62 diverse località italiane (in alcune, come Milano, sono presenti più di un giardino) si sono visti nascere piccoli boschi che ricordano testimoni coraggiosi dell’umanità. L’iniziativa ha trovato cuori sensibili e disponibili anche all’estero: Giardini dei Giusti sono sorti a Sarajevo, a Varsavia, a Neve Shalom in Israele, a Gyumri in Armenia, presso il Memoriale di Levashovo (San Pietroburgo) dedicato alle vittime delle purghe staliniane in Russia, dentro a un parco ecologico nella Giordania settentrionale e a Tunisi.

In questi anni Gariwo non si è limitata a promuovere i Giardini dei Giusti. Ha creato una rete della didattica, per diffondere la conoscenza dei Giusti tra i giovani, che ha coinvolto 500 insegnanti. Le iniziative vanno dai progetti didattici alle visite guidate ai Giardini delle varie località (soprattutto quello del Monte Stella a Milano), dagli spettacoli teatrali alla creazione di nuovi Giardini, alla promozione del concorso per le scuole “Adotta un Giusto” che vede in gara testi letterari, videoclip, foto, ecc., sul tema “C’è un albero per ogni uomo che ha scelto il bene”.

Infine Gariwo si è battuta vittoriosamente per l’istituzione della Giornata europea dei Giusti e per la Giornata in memoria dei Giusti dell’Umanità in Italia. La prima è stata approvata dal Parlamento Europeo nel 2012 (nella data del 6 marzo), la seconda sta per essere definitivamente approvata dal Senato dopo il voto favorevole in commissione alla Camera dei Deputati. Al convegno di giovedì due politici italiani hanno raccontato come questo progetto si sia concretizzato. Gabriele Albertini ha raccontato l’azione da lui condotta al Parlamento Europeo per l’approvazione della proposta, e Milena Santerini quella condotta nel Parlamento italiano.

Nel suo intervento Gabriele Nissim ha spiegato che oggi, oltre a conservare la memoria dei Giusti del passato, è necessario assumersi la responsabilità di indicare i Giusti del presente: «Anche noi oggi vogliamo dare un nome a quelli che possiamo definire come i Giusti del nostro tempo, che si battono con azioni esemplari contro il terrorismo, l’antisemitismo, il fondamentalismo, per il dialogo, l’accoglienza e la libertà nei regimi dittatoriali. Noi tutti siamo chiamati a sostenerli perché vogliamo creare un grande movimento di emulazione. Anche queste persone rischiano come i Giusti di ieri, e siamo chiamati a sostenerli». A questo fine è stata redatta una Carta della responsabilità 2017, che riassume i valori di Gariwo.

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