Intervista all'archimandrita di Damasco Ihab Alrachid: «Dopo 14 anni, la guerra è finita in Siria, ma ancora non c'è la pace. Attentati, omicidi, villaggi e chiese distrutti, islamizzazione forzata: i cristiani subiscono di tutto e molti scappano dal paese»
Monsignor Ihab Alrachid, archimandrita della Chiesa greco-melchita cattolica, docente di Diritto canonico a Damasco, all'incontro di Aiuto alla Chiesa che soffre a Palazzo Lombardia a Milano (foto Tempi)
«Dopo 14 anni la guerra è finita in Siria, ma ancora non c'è la pace. Il paese è diviso e i cristiani vivono nella paura». Le parole di monsignor Ihab Alrachid, archimandrita della Chiesa greco-melchita cattolica, fanno a pugni con l'immagine della Siria che viene offerta dalla maggioranza dei media. Attentati, massacri, soprusi, sharia: il paese "liberato" da Ahmed al-Sharaa non è poi così libero, ma sprofonda nell'anarchia sotto il peso di un tentativo di islamizzazione violenta.
Il docente di Diritto canonico presso la Facoltà teologica di Damasco è stato invitato in Italia da Aiuto alla Chiesa che soffre in occasione della Red Week per parlare della persecuzione dei cristiani in Siria. A margine dell'incontro La fede calpestata. Cristiani in Siria e Burkina Faso, che si è tenuto venerdì a Palazzo Lombardia, il prelato ha rilasciato un'intervista a Tempi: «Il presidente non ha il controllo dei gruppi armati e i cristiani vengono trattati come se fossero ospiti nel paese. Ma noi viv...
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