L'insensatezza delle Corte europea sui rimpatri nei paesi sicuri, la lettura sbagliata del trumpismo, la conquista "gramsciana" dell'egemonia. Rassegna ragionata dal web
Su Atlantico quotidiano Anna Bono scrive: «Il governo italiano ha individuato per ora 19 Paesi sicuri. La Corte di Giustizia Ue dovrebbe spiegare perché ritiene che dei giudici siano in grado di stabilire meglio di un governo se dei paesi sono sicuri oppure no. Tramite il Ministero degli affari esteri, il nostro governo è in contatto praticamente con tutto il mondo. Ha dappertutto ambasciate, consolati, centri di cultura e, a sua disposizione, centri di ricerca, banche dati, corrispondenti, consulenti, esperti. Un giudice che magari non sa neanche esattamente dove si trovano la Costa d’Avorio o il Bangladesh – due dei Paesi classificati come sicuri – e della loro storia recente forse non conosce proprio niente, come fa a stabilire se sono Paesi sicuri oppure no? E a quali fonti attinge, alle quali il governo non ha accesso, per documentarsi e deliberare? A chi deve rivolgersi, se non al governo, al Ministero degli esteri, per procurarsi le informazioni fondate, attendibili delle quali ...
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