Così i tassi d’interesse ai minimi spingono ancora le domande di mutui

Gli italiani non rinunciano al mattone come forma di investimento. Soprattutto ora che si respira aria di incertezza finanziaria

I tassi d’interesse sui mutui continuano a rimanere al minimo storico, e sostengono sempre più la domanda immobiliare degli italiani, che non rinunciano al mattone come forma di investimento. Soprattutto ora che si respira aria di incertezza finanziaria.

Le domande per i mutui sono in calo, ciò sembra giustificato dal fatto che sono diminuite le surroghe, arrivando al minimo dal 2013. Infatti si è giunti a quota 34,3% del totale delle richieste rispetto al 46,8% dello scorso anno.

Però la quota di richiesta per il mutuo prima casa è cresciuta raggiungendo il 54,8% del totale, rispetto a quella dell’anno scorso del 43,2%, tornando ai massimi degli ultimi 6 anni.

La richiesta del tipo d’interesse da abbinare al mutuo è rivolta con percentuale maggiore verso il tasso fisso, infatti ad aprile si è registrato l’83% circa di richieste a tasso fisso, raggiungendo il massimo degli ultimi 4 anni. Mentre le richieste a tasso variabile sono diminuite decisamente, passando al 16% dal 18,1%.

A causa di una politica monetaria accomodante, si è rivolti a richiedere un mutuo con durata lunga, infatti la maggior parte richiede un mutuo ventennale.

Un altro aumento che si registra nel 2019 è la quota di richiesta del mutuo: si è passati da 124.780 euro a 127.483 euro. Pian piano si sta raggiungendo i massimi del 2010-2011. Si registra, anche, una riduzione della differenza tra la quota richiesta e la quota erogata, ciò vuol dire che esiste una maggiore finanziabilità delle esigenze della clientela da parte delle banche.

Ritornando ai tassi, che come abbiamo detto sono ai minimi storici, si evidenza che lo spread tra tasso fisso e tasso variabile si è ridotto sempre più.

Francesco Megna, autore di questo articolo, è commerciale settore banking