Cosa vuol dire fare il sindaco per Stefano Parisi: più Citylife, meno “Genitore 1 e 2”

Il candidato del centrodestra a Miano ha incassato l’appoggio di Letizia Moratti e ha “ingaggiato” Albertini. Il suo programma? Basta propaganda e basta burocrazia

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Il candidato del centrosinistra Giuseppe Sala rischia di perdere pezzi. Oggi infatti la vicesindaco di Pisapia Francesca Balzani ha sciolto la riserva mantenuta finora rispetto all’offerta avanzata dallo stesso Sala, che dopo averla sconfitta alle primarie le ha offerto di guidare una lista in suo appoggio: in una intervista al Corriere della Sera Balzani ha rifiutato, scoprendo a sinistra il candidato di Renzi e riaprendo di fatto la possibilità di una candidatura a lui avversa della sedicente “società civile” (si fanno i nomi di Gherardo Colombo e Curzio Maltese, per intenderci).

MORATTI VS SALA. Altro colpo negativo per Sala è stato l’endorsement per l’avversario Stefano Paris espresso da Letizia Moratti in una intervista a Radio 24. Secondo la Moratti, Sala, che era il suo “city manager” quando lei era sindaco di Milano, merita per il suo operato in Comune «non più di un 6». Lei preferisce Parisi con cui ricorda di aver fatto «un ottimo lavoro» in Rai. Del resto, come ha ricordato sempre ieri lo stesso Parisi ospite di Repubblica Tv, «Moratti ha voluto Expo con le unghie e con i denti», mentre un pezzo della coalizione che oggi appoggia la candidatura dell’ex commissario di Expo Giuseppe Sala all’epoca si oppose con tutte le forze alla realizzazione dell’evento.

«IN GIUNTA ANCHE ALBERTINI». Oltre alla Moratti, che Parisi ha annunciato di voler coinvolgere nel governo di Milano in caso di vittoria alle elezioni, il candidato del centrodestra ha ingaggiato anche Albertini. «Senz’altro in giunta avremo personalità di profilo nazionale e Albertini è una di questa, si è reso disponibile», ha detto ancora a Repubblica Tv. «È stato un grandissimo sindaco di Milano, è molto amato». No invece al leader della Lega Matteo Salvini, che si era offerto come assessore alla Sicurezza senza stipendio: «Ho bisogno di assessori full time», ha detto Parisi.

LEGA E NCD. Secondo il quotidiano Libero, questo non vuol dire che «l’idillio col Carroccio è già in crisi». Piuttosto Parisi crede che «per vincere Milano bisogna convincere anche i moderati». E se è vero che rispetto ai temi di immigrazione e sicurezza – parole di Parisi – «c’è un malessere che Salvini intercetta», tuttavia «bisogna dare risposte pratiche e di buon governo». È vero che «anche Albertini (come Salvini) ha un ruolo nazionale al Senato con Ncd (senza tessera)», osserva sempre Libero, però «negli ultimi giorni il pressing di Parisi si è fatto insistente e così l’ex sindaco potrebbe rivedere la scaletta delle sue priorità». Del resto «non è un segreto che per profilo e indipendenza Albertini dall’avventura romana si aspettasse maggiori stimoli. Invece anche nell’ultimo rimpasto il suo nome è rimasto fuori. E lui, seppur con i modi cortesi che gli sono propri, non ha gradito».

GAY PRIDE E FAMILY DAY. Parisi ieri ha detto la sua anche sui temi più “caldi” della politica nazionale: «Da sindaco non andrei al Gay Pride, non perché sono contro, spesso sono divertenti, ma credo che il Comune non dovrebbe schierarsi, anche se ci fosse un Family Day non darebbe il patrocinio». A differenza di Maroni, ha aggiunto il candidato del centrodestra, «io non avrei acceso la scritta Family Day sul Pirellone», ma semplicemente perché il compito del sindaco nella concezione di Parisi non è occuparsi di questi argomenti, infatti «nemmeno farei propaganda con il registro delle unioni civili», che è invece uno dei (pochi) grandi vanti della giunta Pisapia. 

DONNE OLTRE LE QUOTE. E a conferma della volontà di Parisi di finirla con la stagione della propaganda “di genere”, il Giornale riporta che ieri, 8 marzo, festa della donna, Parisi ha partecipato a un incontro intitolato “Donne in quota. Storie di donne capitane coraggiose”, ma «non ha lanciato promesse su capitoli ad hoc» e «d’altra parte due giorni fa a superato anche il tema “quote rosa” con una forte dose di meritocrazia. Si è capito, tuttavia, che intende togliere dall’iscrizione negli asili il riferimento al discusso “genitore 1” e “genitore 2″». Poi ha rivolto una critica anche alla ambigua doppiezza di tante campagne “in difesa delle donne”: queste battaglie, ha detto Parisi, «bisogna avere la forza di portarle avanti senza ambiguità alla trasformazione sociale che sta interessando Milano. Arrivano persone con una forte identità religiosa in cui la donna è molto sottomessa. Non possiamo usare il doppio standard di essere femministi in casa nostra e non esserlo per gli altri paesi».

VIVA LO SVILUPPO. Cosa farà Parisi se sarà eletto sindaco? A Repubblica Tv qualche idea l’ha data. «La prima azione da sindaco – ha spiegato – sarà quella di semplificare le norme urbanistiche volute dalla giunta Pisapia. Regole che hanno completamente bloccato gli investimenti in città», infatti «l’attuale piano di governo del territorio non renderebbe possibile Citylife o la zona di Gae Aulenti, che oggi sono il miracolo di Milano». Parisi sui temi dello sviluppo si colloca insomma all’esatto opposto di Pisapia: «Il mio modello è quello di liberare Milano dalla burocrazia, dalle tasse e da tutti i vincoli».

«INUTILI “AREA C” E BLOCCHI DEL TRAFFICO». Chiarissimo anche il giudizio sulla «inutilità di Area C», perché «una città vietata alle automobili è una città dell’Ottocento, non è una città moderna». E «la coscienza ambientale non è girare in bici con scritte “no oil”. Non si pulisce l’aria andando in bici o facendo convegni, ma promuovendo investimenti nelle case e potenziando il trasporto pubblico, non vietando l’uso dell’auto».

Foto Ansa


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