“Cosa fa vivere gli uomini” di Lev Tolstoj
Cosa fa vivere gli uomini di Lev Tolstoj è una storia semplice, banale se letta superficialmente. Si tratta dell’incontro tra un uomo misterioso e la famiglia che lo accoglie in casa. Per tutta la durata del racconto ci si chiede, assieme a Semen, chi sia Michail, il giovane che la sua famiglia raccoglie dalla strada. Pare che sia quello il mistero da svelare, il punto della storia e, di fatto, al termine del libro, la domanda trova risposta.
Ma il lettore attento si rende conto che non basta, che forse non era l’identità dello sconosciuto il punto del racconto. Tolstoij, nella spiegazione finale, messa in bocca a Michail, ci svela la vera portata della storia. Solo nelle ultime pagine capiamo che se abbiamo messo l’attenzione esclusivamente su quella domanda, non abbiamo visto che la superficie della questione. Alla fine ci viene detto come rileggere, cosa ricercare, cosa guardare.
Perché questo racconto breve, almeno a parer mio, è pensato per la rilettura, per la frequentazione. È una sorta di piccolo manuale, non di regole di comportamento per il buon cristiano, ma di memoria per l’uomo veramente curioso, per l’uomo appassionato ricercatore di Dio, per l’uomo che domanda.
Nella postfazione dell’edizione IF del 2013, vengono citate le parole di Damiano Rebecchini a proposito di questo racconto: «Sempre più Tolstoj arriva ad una religiosità intesa come sapienza etica, sapienza che si realizza nel fare, nella rinuncia a sé stessi e nell’amore per gli altri. In generale una delle idee fondamentali su cui regge la sua nuova interpretazione del messaggio cristiano è che Dio non è al di sopra degli uomini, ma è negli uomini, nei gesti d’amore che gli uomini compiono gli uni per gli altri».
Dio tra le righe
Dopo la seconda lettura del racconto, con il senno di poi e gli occhi che sanno dove guardare, riconosciamo Dio tra le righe, tra una parola e l’altra, tra i soldi che mancano per comprare la pelliccia e un uomo che muore di freddo per la strada, tra il pane dato allo sconosciuto e il chiedersi cosa si mangerà il giorno dopo. Tolstoj ci mostra, attraverso una vicenda semplice, come il Cristianesimo possa essere concreto, una vita intera, e non solo credenze astratte, ideali e filantropiche. Si tratta di un fatto concreto che muove gli uomini e che incontra e costruisce la realtà. Dio non è SOLO al di sopra degli uomini, Dio è NEGLI uomini e CON gli uomini.
Quindi per una lettura attenta in grado di comprendere la portata di quello che l’autore vuole dirci, dobbiamo metterci nella posizione del misterioso protagonista, Michail, mandato dal Padre a «cercare cosa vive negli uomini, cosa non è dato agli uomini, e cosa fa vivere gli uomini: quando avrai imparato queste tre parole, allora potrai tornare da me». Una lettura breve ma densissima, per capire chi siamo e per cosa siamo stati fatti, per poi tornare al nostro posto nel mondo e vivere in pienezza e lucidità il nostro compito, dopo averne capito o intuito la portata.

Lev Tolstoj, Cosa fa vivere gli uomini, IF, 64 pagine, 6 euro.
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