Cortina d’Ampezzo. Sindaco agli arresti domiciliari. Gli avvocati a tempi.it: misura cautelare «stratosferica»

Ha esortato il comandante della Polizia Locale a fare meno multe. Questa è una delle accuse rivolte dalla Procura di Belluno ad Andrea Franceschi, sottoposto a misura restrittiva da ieri

Ha esortato il comandante della Polizia Locale a fare meno multe. Questo è una delle motivazioni per cui il sindaco di Cortina d’Ampezzo, Andrea Franceschi, si trova agli arresti domiciliari da ieri. Gli avvocati Massimo Montino e Antonio Prade dello studio Prade di Belluno commentano l’applicazione della misura restrittiva da parte del Gip del Tribunale di Belluno come «stratosferica»: «Non sussistono le motivazioni della misura. Siamo fiduciosi sull’esito positivo del riesame».

La misura di custodia cautelare non è motivata?
C’è una sproporzione, evidente. Da un lato la misura si applica due anni dopo il presunto reato di turbativa d’asta, di cui il sindaco è accusato, dall’altra dichiara esplicitamente che una misura meno afflittiva di quella applicata non gli avrebbe impedito di fare il sindaco; ovvero il provvedimento è stato varato perché ogni altra misura gli avrebbe ancora consentito di fare il sindaco, motivazione che crediamo possa giustificare gli arresti. Inoltre il reato di turbativa d’asta è complesso ed è tutto da vedere il fondamento di queste accuse. Ci deve essere l’interpretazione di dati e parole che non sempre sono inequivoche. Sulla base di questi presupposti, pensiamo che il Tribunale del Riesame revocherà gli arresti domiciliari.

Da Cortina d’Ampezzo si sollevano molte voci in difesa del sindaco. Emergono anche storie di tensione tra la giunta e l’ufficio tecnico del comune.
Innegabilmente alla base dell’inchiesta c’è un grave problema di dissidi tra i funzionari del comune e Franceschi. Il sindaco ha sempre applicato un metodo piuttosto rigido sull’efficienza nel lavoro: la regola che “chi non lavora deve essere accantonato”. Di questi dissapori bisogna tenere conto.

Tra i funzionari del Comune con cui Franceschi ha avuto contrasti c’è anche il comandante della Polizia Locale. Franceschi è accusato di aver fatto pressioni indebite per limitare l’eccesso di multe.
Questo è l’aspetto, se vogliamo, più rilevatore dell’inchiesta. Quante volte nei piccoli comuni, i sindaci vanno incontro a problemi con la polizia locale a causa di multe e autovelox? La richiesta da parte di un sindaco, che agisce entro i propri limiti, di dare meno multe è una cosa che capita. I cittadini si lamentano, e il sindaco verifica e chiede al comandante dei vigili, che dipende da lui. Ci si muove verso l’insussistenza reato.