Corruzione Cdo? Raimondi: «Io estraneo. Quel che leggo sui giornali è falso»

Nota dell’assessore lombardo all’Ambiente: «Non ho ricevuto alcuna comunicazione di garanzia. Vicenda frutto di mistificazioni»

Secondo le indagini del Tribunale di Milano l’assessore regionale lombardo all’Ambiente, Marcello Raimondi, sarebbe stato il referente e il politico che teneva i contatti con i vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo. Sui quotidiani di oggi è scritto che Raimondi è indagato per corruzione, in relazione all’autorizzazione regionale concessa all’imprenditore Pierluca Locatelli in merito alla discarica di Cappella Cantone in provincia di Cremona.

Fin qui, la cronaca tratta dai giornali. Ma Raimondi che dice? In un comunicato stampa, il politico pidiellino scrive che «questa mattina, dalla lettura dei quotidiani ho appreso di essere indagato nel procedimento pendente davanti al tribunale di milano per la vicenda, giornalistacamente definita, discarica di Cappella Cantone; addirittura di essere indagato per il reato di corruzione; ebbene, posso affermare di non avere ricevuto alcuna comunicazione di garanzia».

«Già nel dicembre scorso – scrive Raimondi – a seguito delle notizie giornalistiche, ho affermato la mia più assoluta estraneità a qualsivoglia azione illecita sia sotto il profilo etico che giudiziario, certo di avere esercitato il mio mandato in assoluta onestà, competenza e trasparenza. Oggi leggo, con disappunto, che avrei addirttura inviato lettere e sollecitato interventi; è asolutamente falso e non risponde al vero».

«Ho dato mandato all’avvocato Salvatore Stivala di Milano di prendere contatti, nel mio interesse, con i Pubblici ministeri di Milano procedenti per manifestare la mia ferma determinazione a chiarire, nel più breve tempo possibile, questa incresciosa vicenda, frutto di mistificazioni. Fino a quella data, per rispetto alla chiarezza e al segreto investigativo, opporrò il più assoluto silenzio stampa».