Congelamento ovuli. «Stiamo dando false speranze alle donne»

Circa 600 donne inglesi all’anno pagano fino a 30 mila sterline per congelare gli ovuli. Il tasso di successo è inferiore al 2 per cento. «È un business costruito sulle paure delle donne»

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

fecondazione-assistita-congelamento-ovuli-ansa

Le donne inglesi tra i 30 e i 50 anni che congelano i propri ovuli per non precludersi la possibilità in futuro di avere figli, dovrebbero essere informate di un particolare non irrilevante: le probabilità di portare a termine con successo una gravidanza negli ultimi cinque anni sono state inferiori al 2 per cento.
«Dobbiamo essere realistici sulle prospettive di successo», ha dichiarato all’Observer Adam Balen, a capo della British Fertility Society. «Stiamo dando alle donne delle false speranze. Più una donna è giovane quando congela gli ovuli, più possibilità ha che sopravvivano, che possano essere fecondati e che portino a una gravidanza. Ma in ogni caso non ci sono garanzie». Melanie Davis, un’esperta di fertilità, è d’accordo: «Le donne vengono tenute all’oscuro del tasso di successo di questa pratica».

SOLO 41 NASCITE. Il numero delle donne che congelano i propri ovuli in Gran Bretagna è in continuo aumento. Alcune cliniche private, scrive il Daily Mail, hanno registrato un incremento dell’interesse femminile del 400 per cento. Nel 2008, gli ovuli congelati erano 2.476, diventati 7.047 nel 2013. Tra il 2008 e il 2013, meno del due per cento degli ovuli scongelati ha effettivamente portato a una nascita. In tutto, sono nati 41 bambini, appena otto all’anno. Dati più aggiornati verranno resi noti a gennaio.

FINO A 30 MILA STERLINE. Nonostante le scarsissime probabilità di successo, la tecnica rappresenta un business enorme. Circa 600 donne inglesi all’anno pagano fino a 30 mila sterline per congelare i propri ovuli. Molte cliniche private spacciano dati inesistenti, arrivando a dire che il tasso di riuscita dell’operazione è del 60 per cento. Ma non è così.
Robert Winston, che fu uno dei pionieri della fecondazione assistita e che oggi è uno dei suoi principali critici, spiega: «L’autorità pubblica (Hfea) che regola la pratica non fa nessun controllo per verificare le tariffe applicate dalle cliniche private e le informazioni spacciate. Molte donne congelano ovuli a 40 anni, senza sapere che le possibilità di raggiungere davvero un gravidanza non superano il quattro per cento».
Eppure l’Hfea non fa nulla per fermare un mercato, che rasenta lo «sfruttamento»: «Le cliniche, giocando sulle paure delle donne, costruiscono profitti enormi e le incoraggiano a sottoporsi a due o più cicli per avere grandi quantità di ovuli da stoccare e utilizzare». Ma i risultati, per ora, non cambiano.

Foto Ansa

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •