Come può l’Italia permettersi di ignorare la sorte della piccola Rimsha?

«In questi giorni è condannato da ogni parte il film contro Maometto, dobbiamo però nello stesso tempo non avere complessi di inferiorità nel denunciare gli abusi quando colpiscono con ogni evidenza delle minoranze inermi»

Pubblichiamo l’intervento tenuto ieri nell’aula della Camera del deputato Renato Farina, a proposito del caso di Rimsha Masih.

Signor Presidente, intervengo per ricordare a tutti che domani in Pakistan si processa Rimsha Masih, la ragazza di 14 anni ritardata, disabile mentale, la quale è accusata di blasfemia perché avrebbe strappato alcune pagine del Corano. Tutto questo ha il sapore dell’assurdo. Ieri questa ragazzina è stata intervistata dalla Cnn, sta in una località segreta con la famiglia perché comunque vada il processo questa ragazza è morta socialmente e bisogna fare in modo che non muoia anche fisicamente e ha detto semplicemente: ho paura. Noi come possiamo tollerare senza reagire questo stato della giustizia nel mondo, in Paesi che consideriamo amici? È ovvio che occorre rispettare qualsiasi Paese, qualsiasi processo giuridico, ma è anche vero che è necessario fare delle pressioni più efficaci specialmente se il Paese in questione è un Paese alleato.

Ricordo che per la medesima legge assurda è ancora in carcere Asia Bibi, nonostante i reiterati inviti provenienti da ogni parte del mondo. Bisogna prendere atto di questa situazione cercando di fare pressioni perché la libertà di religione sia comunque rispettata.

Ricordo che molto giustamente in questi giorni è condannato da ogni parte quel film che è stato il pretesto per ciò che è accaduto in Libia ed ha comunque scosso l’opinione pubblica islamica.

Dobbiamo però nello stesso tempo non avere complessi di inferiorità nel denunciare gli abusi di questa presunta sensibilità quando colpiscono con ogni evidenza delle minoranze inermi.