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Come parla il silenzio del Papa davanti al mondo

Di Matteo Matzuzzi
09 Febbraio 2026
C’è un motivo se Leone si esprime così poco sulle crisi che dilaniano il pianeta. Ai riflettori il Pontefice statunitense preferisce quel lavoro sottotraccia che ha sempre consentito alla Chiesa di mediare con tutti
Papa Leone XIV alla Biblioteca della nazione di Ankara durante il suo viaggio Turchia, 27 novembre 2025 (foto Ansa)
Papa Leone XIV alla Biblioteca della nazione di Ankara durante il suo viaggio Turchia, 27 novembre 2025 (foto Ansa)

Una delle osservazioni più ascoltate in questi mesi nel sottobosco vaticano, tra i vicoli che conducono in piazza San Pietro e negli affollati bar affacciati su Porta Sant’Anna, è che Leone XIV «parla poco», non si sa quale sia la sua idea sulle crisi che dilaniano il mondo: c’è la guerra nel Vicino Oriente tra Israele e Palestina e lui non dice niente o si limita a qualche frase tra un Angelus e l’altro, quasi a marcare solo una presenza simbolica. Che differenza, sottolineano gli esperti osservatori di questioni ecclesiastiche, con il predecessore Francesco: lui sì che parlava chiaro. I carri armati di Mosca entravano in Ucraina e Jorge Mario Bergoglio, senza avvertire la segreteria di Stato, si recava all’ambasciata russa presso la Santa Sede. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu bombardava Gaza e lui, ricevendo alcuni palestinesi, diceva che effettivamente si potrebbe pure parlare di genocidio in corso, anche se la questione andrebbe approfondita in modo adeguato. Incaricato da...

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