«Col Rosatellum il centrodestra può arrivare al 40 per cento»

Per il senatore Quagliariello il Rosatellum è l’unica scelta possibile. Ed è più probabile la vittoria di un centrodestra compatto rispetto a un’alleanza Berlusconi-Renzi

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legge elettorale ansa

Il Rosatellum, la nuova legge elettorale appoggiata da Pd, Lega Nord, Forza Italia e i loro alleati, è passata alla Camera con 375 voti favorevoli e 215 contrari. Sono stati approvati con tre voti di fiducia i primi tre articoli e anche l’ultimo voto a scrutinio segreto, nonostante il timore di “franchi tiratori”, ha avuto esito positivo. Il senatore Gaetano Quagliariello, fondatore del partito Idea, dice a tempi.it di approvare il Rosatellum ma di considerare il voto di fiducia una forzatura. «Ci eravamo opposti anche quando la stessa questione si era presentata riguardo all’Italicum, una legge elettorale che non ci piaceva». Secondo Quagliariello si è trattata di «una mossa tattica del Pd perché concentrare il giudizio di Dio su un voto solo è più facile che dilazionarlo su 70, 80 voti segreti. In quel momento in aula c’erano tutti, dal ministro al sottosegretario, e tutti sono stati convinti a votare a favore anche in base solo ad una suggestione, oltre che a ragionamenti. In questo modo si è evitata la fine della legge elettorale a modello tedesco proposta a giugno». Quagliariello sottolinea inoltre il fatto che porre la fiducia «ha fatto in qualche modo capire al partito che sperava in una legge migliore che non c’era una terza alternativa. E questo ha fatto spostare altri voti».

PREGI E DIFETTI. Il Rosatellum è, secondo Quagliariello, l’unica scelta possibile in quanto «è un passo avanti rispetto allo status quo. Il rischio che si andasse a votare con due leggi diverse e in contrasto fra loro (il Consultellum al Senato e l’Italicum alla Camera), per di più scritte dalla Corte costituzionale e non dal Parlamento, doveva essere assolutamente evitato». Non tutti gli aspetti della nuova legge convincono Idea: «Avremmo preferito che gli elettori avessero più possibilità di scelta, oggi ristretta al terzo dei collegi uninominali. E magari sarebbe stato opportuno rivedere il meccanismo dello scorporo. D’altra parte la legge elettorale non è una ideologia, ma uno strumento, e non c’erano alternative migliori». E comunque, sottolinea Quagliariello, il Rosatellum è preferibile al “sistema tedesco” proposto a giugno. «Con questa legge, a differenza del “Tedeschellum”, può venire fuori una maggioranza perché un centrodestra compatto potrebbe arrivare a prendere il 40 per cento dei seggi nel proporzionale e la grandissima parte dei seggi nell’uninominale».

PENALIZZATO IL M5S. Il fatto che il Rosatellum favorisca le coalizioni dei partiti è stato applaudito da alcuni come garanzia di governabilità, mentre altri hanno gridato all’”inciucio” tra Berlusconi e Renzi, i cui due schieramenti, se alleati, avrebbero le maggiori probabilità di vittoria. Quagliariello è di altro avviso: «Le leggi elettorali hanno una loro vita autonoma anche indipendentemente dall’opinione di chi le mette in atto. Comunque a me pare che il Rosatellum potrebbe dare al centrodestra una maggioranza assoluta, a patto però che il centrodestra lo voglia. Credo che sia più probabile una coalizione del genere rispetto a un’alleanza tra Pd e Forza Italia». Chi verrà penalizzato sarà il M5s, spiega Quagliariello, perché «Grillo non ha potere di coalizione, quindi si troverà svantaggiato». Il Rosatellum passa ora al Senato e Quagliariello si dice ottimista: «La legge è ormai di fatto già passata».

Foto Ansa

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