Civiltà e virtù della vita quotidiana
La teologia dei sacramenti dispone delle uniche categorie idonee a una rigorosa teoria della civiltà. La civiltà, infatti, non è un sistema di atti servili, ma di atti sacramentali
N. Gómez Dávila
La riflessione di Guia Soncini ha il merito di far riemergere un tema nascosto ma sempre presente nell’inconscio spirituale della nostra civiltà. Appare oggi collegato a un dibattito mai sopito: quello sulla “congenialità” fra la prima vera esperienza sociale dell’“ossessione” del Moderno che immediatamente conclude nella sua più profonda crisi, come è avvenuto nel breve spazio della Repubblica di Weimar, e il nostro tempo. Il recentissimo Il secolo fragile di Robert D. Kaplan è solo l’ultimo saggio, in ordine di tempo, fra i molti che hanno esplorato questa “congenialità”. Per chi nutra dei dubbi a tale riguardo, vanno oggi riletti romanzi nei quali proprio Kaplan coglie premonizioni convincenti anche per il nostro tempo: Addio a Berlino di Christopher Isherwood e Berlin Alexanderplatz di Alexander Döblin. In entrambi, l’ “emergenza antropologica” che si prolunga fino a oggi appare colta in profondità.
Per continuare a leggere prosegui qui o iscriviti a Lisander, il substack di Tempi e dell’istituto Bruno Leoni.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!