Circoncisione. Congresso ebraico mondiale contro il Consiglio d’Europa: «Rispettate la nostra libertà religiosa»

Insieme al Congresso ebraico europeo e al Crif ha comprato una pagina del Le Monde per lanciare un appello a tutti: «È un elemento essenziale della nostra religione»

Per protestare contro la decisione presa dal Consiglio d’Europa (Apce) sulla circoncisione, oggi il Congresso ebraico mondiale, il Congresso ebraico europeo e il Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche della Francia hanno comprato una pagina sul quotidiano Le Monde per diffondere un appello. L’Apce, definendo la circoncisione «una chiara violazione dei diritti umani dei bambini», ha invitato gli Stati europei a sottoporre a procedimento legale gli adulti che «forzano» bambini e ragazzi sotto i 14 anni a subire una circoncisione. Di seguito la nostra traduzione in italiano dell’appello.

Il Congresso ebraico mondiale, ma anche il Congresso ebraico europeo, ma anche il Crif, Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche della Francia, sono profondamente scioccati dalla risoluzione del Consiglio d’Europa che condanna la pratica della circoncisione sui bambini. Questa risoluzione urta la nostra sensibilità di ebrei perché la circoncisione è una pratica millenaria che costituisce un elemento essenziale della nostra religione e delle nostre tradizioni. Attaccarla significa voler cancellare tutti i particolarismi e imporre un modo di vivere, di pensare e di praticare la religione unico. Questo ci riporta a un passato che noi pensavamo ormai concluso.

Porre sullo stesso piano la circoncisione e la mutilazione genitale femminile significa essere demagogici e in cattiva fede. Quella femminile è una mutilazione barbara, contrariamente alla circoncisione. Queste non possono essere accomunate!

Inoltre, le ragioni scientifiche invocate dai parlamentari sono smentite da numerosissimi studi che negano ogni impatto negativo di carattere psicologico o fisico sui bambini. Diversi medici e scienziati riconoscono invece i benefici medici della circoncisione che protegge da infezioni urinarie e da quelle sessualmente trasmissibili. Si crede anche che possa proteggere dalla trasmissione eterosessuale dell’Hiv.

Questa risoluzione ferisce anche coloro che praticano la circoncisione in numerosi paesi e specialmente in quelli cristiani e negli Stati Uniti. Pretendere inoltre che la scelta della propria religione debba essere fatta a maggioranza significa negare il ruolo insostituibile dei genitori nell’educazione dei bambini.

In un momento in cui il mondo deve affrontare tante minacce, tante guerre civili, dove i morti si contano a centinaia di migliaia, la battaglia iniziata dal Consiglio d’Europa appare come ridicola. Il rispetto della libertà religiosa di tutti impone che questa risoluzione non sia messa in atto e che ognuno si mobiliti per difendere la libertà di coscienza che questa risoluzione mette pericolosamente a rischio.