Cinquecento firme di giuristi contro il ddl sulle unioni civili

L’appello promosso dal Centro studi Livatino ha raggiunto un numero notevole di sottoscrittori. Tra questi anche presidenti o vicepresidenti emeriti della Corte Costituzionale

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Il Centro studi Livatino ha inviato oggi al Presidente del Senato Dott. Pietro Grasso e a ciascun singolo Senatore l’appello dei giuristi da esso promosso contro il ddl c.d. delle unioni civili. La sottoscrizione è ancora aperta, ma alle 8 di stamane le firme sfioravano quota 500 (precisamente 487). 

Appello di giuristi promosso dal Centro Studi Livatino contro il disegno di legge c.d. delle unioni civili

Ill.mo Senatore, il Centro studi Livatino ha promosso un appello di giuristi – magistrati, avvocati, docenti universitari di materie giuridiche, notai di differenti fori d’Italia – per esprimere preoccupazione e critiche al disegno di legge c.d. sulle unioni civili, primo firmatario il prof. Mauro Ronco. Fino a oggi sono pervenute quasi 500 sottoscrizioni. Fra coloro che hanno firmatoci sono quelle di presidenti o vicepresidenti emeriti della Corte Costituzionale come Riccardo Chieppa, Paolo Maria Napolitano, Paolo Maddalena e Fernando Santosuosso; di docenti universitari che hanno fatto la storia dell’Accademia in Italia, come Ferrando Mantovani, Pierangelo Catalano, Ivo Caraccioli, Carlo Emanuele Gallo, di costituzionalisti come Luca Antonini , Mario Esposito e Felice Ancora, di civilisti come Paolo Papanti Pelletier; di magistrati della Corte di Cassazione, come Mario Cicala, Giacomo Rocchi e Giuseppe Marra; di magistrati ordinari con competenza specifica nel settore dei minori come Simonetta Matone, sost. procuratore gen. a Roma e M. Cristina Rizzo, procuratore della Rep. per i minorenni a Lecce, o da poco andati in congedo con immutato prestigio, come Alda Maria Vanoni, già presidente di sez. civile al Tribunale di Milano e Renato Samek Lodovici, già presidente di Corte di assise a Milano, o già componenti del Consiglio Superiore della Magistratura come Antonello Racanelli, Fabio Massimo Gallo e Francesco Mario Agnoli; di magistrati di altre giurisdizioni, come Claudio Zucchelli, presidente di sez. del Consiglio di Stato, e di Salvatore Sfrecola, presidente di sez. della Corte dei Conti; di avvocati con incarichi rappresentativi del mondo forense, come Carlo Testa e Carlo Ioppoli, pres. nazione. dell’Associazione Avvocati familiaristi; di notai provenienti dall’intero territorio nazionale.

Il numero e l’autorevolezza delle sottoscrizioni, delle quali si allega con l’elenco completo (aggiornato alle ore 8 di oggi), conferisce peso maggiore alle critiche al ddl, e fa auspicare un supplemento di riflessione da parte del Senato della Repubblica. Fra le perplessità sollevate: a) la sovrapposizione, contenuta nel ddl, del regime matrimoniale a quello delle unioni civili, la cui sostanza fa parlare a pieno titolo di “matrimonio” fra persone dello stesso sesso, b) il danno per il bambino derivante dall’adozione same sex, con la eliminazione di una delle figure di genitore e la duplicazione dell’altra, c) la circostanza che si giungerebbe direttamente alla legittimazione dell’utero in affitto. Col pretesto di ampliare il novero dei “diritti”, in realtà l’approvazione del ddl moltiplicherebbe mortificazione e danni, anzitutto alle donne e ai bambini. Per questo, in conclusione, l’appello auspica un impegno del Legislatore e delle istituzioni per un rilancio effettivo della famiglia e perché non si proceda oltre nell’approvazione di leggi, come il ddl Cirinnà, ingiuste e incostituzionali.
Il Centro studi Livatino

www.centrostudilivatino.it o info@centrostudilivatino.it

Foto Ansa


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