“Chiesa e pedofilia”: ecco il libro di Agnoli (scaricabile qui) che spiega cosa c’è dietro agli attacchi alla Chiesa

«Dietro l’enfatizzazione degli abusi su minori compiuti da preti cattolici c’è di tutto: preti spretati, teologi eretici, lotte interne dei modernisti contro il papa, radicali che suonano la tromba, movimenti gay o pro choice»

La Chiesa cattolica è la madre di tutti i pedofili? Da anni c’è chi si impegna a diffondere questo teorema. La propaganda contro il clero cattolico è sembrata intiepidirsi soltanto dopo l’elezione di papa Francesco, ma proprio in questi giorni è tornato alla ribalta l’equazione “prete uguale pedofilo”, grazie a un documento della Commissione Onu per i diritti dei minori. Che cosa c’è dietro a questo ennesimo attacco? Per sapere come la propaganda contemporanea ha usato uno dei crimini più immorali e infamanti al solo scopo di attaccare la Chiesa cattolica, è utile la lettura di Chiesa e pedofilia, di Francesco Agnoli (il libro è scaricabile qui, per gentile concessione dell’autore).

CHIESA E PEDOFILIA. «Dietro l’enfatizzazione degli abusi su minori compiuti da preti cattolici c’è di tutto – scrive Agnoli -: preti spretati, teologi eretici come Hans Küng, lotte interne dei modernisti contro il papa, radicali che suonano la tromba, movimenti gay o pro choice, che vogliono far pagare alla chiesa le sue posizioni in materia etica». Nel suo libro, pubblicato da Cantagalli editore nel 2011, Agnoli spiega come i casi di pedofilia di cui si è occupata la giustizia penale e civile «risalgono per lo più agli anni sessanta e settanta, e si sono verificati soprattutto negli stati Uniti». Agnoli ricorda che l’aumento generalizzato di abusi sessuali contro minori avviene proprio in quegli anni e «interessa la società tutta, famiglia, single, preti, laici, nessuna categoria esclusa». Non solo. Agnoli ricorda come furono proprio gli intellettuali di sinistra, che ora attaccano la Chiesa, a propagandare negli anni Sessanta la «liberazione sessuale di donne e bambini». Fu un personaggio del calibro di Daniel Cohn-Bendit, leader sessantottino francese, e non un prete a scrivere, «su Liberation, insieme ad altri notissimi intellettuali francesi di sinistra, da Jean Paul Sartre a Jack Lang, da Simone de Beauvoir a Michel Foucault, da Andrè Glucksman a Bernard Kouchner, un manifesto in difesa della pedofilia».