Chi sa?

Chi sa?

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Piero Ostellino scrive (Corriere 12 gennaio) che la differenza tra il capitalismo di ieri, quello di Marx, e quello di oggi (che non chiama più “capitalismo”) è questa: nel primo domina la differenza tra chi “ha” e chi “non ha”, nel secondo tra chi “sa” e chi “non sa”. Ma il sapere di riferimento è cambiato: non la scienza fisica poi biologica, ottocentesca e novecentesca, coeva del capitalismo di ieri; bensì quello astratto-informatico, o del computer. Ma qualcosa non torna: i bambini accedono facilissimamente al computer. Ossia la novità non sta nello spostamento della vecchia differenza in quella tra chi sa e chi non sa. Il computer è un sapere di facile accesso, scarso sapere, scarsa complessità: c’è progresso non in complessità bensì in semplificazione nel migliore dei casi (ben venga), o in semplicismo ignorante e ebete nel peggiore. La novità non sta nell’informatica ma nell’esaltazione culturale-politica di ciò che banalmente il computer è come valore d’uso: comandi. Ma il computer è innocente. La novità è un balzo in avanti della cultura del comando. Il nostro secolo ha avuto quasi solo culture del comando: la novità è il loro trovare nel modello astratto del comando il loro ecumenismo. Dopo le dittature del nostro secolo, la dittatura del comando puro.

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