Chi ha ucciso gli “Uomini di Dio”? Svolta nelle indagini sul massacro dei monaci di Tibhirine

Il magistrato francese Marc Trevidic ha ottenuto il permesso dal governo algerino dopo 17 anni di condurre indagini direttamente all’interno del paese

Un grande passo avanti per capire chi ha davvero massacrato i monaci cistercensi di Tibhirine, celebrati dal film “Uomini di Dio“, che nella primavera del 1996 sono stati uccisi in Algeria. Il magistrato francese Marc Trevidic ha ottenuto il permesso dal governo algerino dopo 17 anni di condurre indagini direttamente all’interno del paese dove è avvenuta la tragedia.

LE TESTE DEI MONACI. La svolta, favorita dai rapporti tra Parigi e Algeri, permetterà al magistrato di interrogare 22 persone, testimoni di quanto avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 marzo e nei giorni seguenti, e di realizzare un’autopsia sulle teste dei monaci ritrovate lungo un sentiero di montagna mentre i corpi sono spariti nel nulla. L’autopsia ha lo scopo di accertare se la decapitazione dei monaci è avvenuta prima o dopo la loro morte.

COLPA DEL TERRORISMO ISLAMICO? Secondo la versione ufficiale, che in tanti reputano falsa, i monaci sarebbero stati rapiti e portati via dal convento da terroristi islamici, che nel 1996 erano in lotta con l’esercito algerino dopo la cancellazione da parte dei militari della vittoria elettorale dei partiti musulmani nel paese. Però, secondo Trevidic, che da anni indaga sulla vicenda, i monaci potrebbero essere stati uccisi dall’esercito stesso, forse durante un attacco da parte di un elicottero.
La decapitazione dei monaci sarebbe poi stata inscenata per attribuire la responsabilità al terrorismo islamico e per evitare un grave incidente diplomatico con Parigi.

LETTERA DELLE FAMIGLIE. A giugno le famiglie dei monaci, poi ricevute da Francois Hollande, avevano scritto al presidente francese per lamentarsi delle autorità algerine che «non hanno mai fatto niente per fare luce sull’assassinio» e per invocare un intervento più deciso del governo d’Oltralpe: «La Francia non può disinteressarsi della sorte tragica toccata a sette dei suoi cittadini, la cui vita esemplare ha fatto onore a tutta l’umanità».