Chi è l’idolo dei giovani in Pakistan? Mumtaz Qadri, l’uomo che ha assassinato il politico difensore di Asia Bibi

L’imam della moschea intitolata a Qadri sta raccogliendo fondi per ingrandirsi: «La gente lo ama, sempre più persone vogliono pregare qui»

Una moschea costruita alla periferia di Islamabad è diventata così famosa in Pakistan che l’imam sta raccogliendo fondi per ampliarla. Trattandosi di un luogo di culto non ci sarebbe nulla di male se non fosse che l’uomo a cui la moschea è stata intitolata è Mumtaz Qadri.

L’OMICIDIO DI TASEER. Qadri è l’ex poliziotto che nel 2011 ha assassinato l’uomo che doveva proteggere, Salman Taseer, il potente governatore musulmano del Punjab che aveva osato proteggere Asia Bibi, la donna cattolica condannata a morte per false accuse di blasfemia. Taseer aveva anche osato definire quella sulla blasfemia una «legge nera»: Qadri l’ha ucciso perché il politico islamico voleva cambiare la legge.

«LA GENTE AMA QADRI». L’uomo è stato condannato a morte ma è diventato un idolo in Pakistan, dove l’islam radicale è molto diffuso tra la popolazione. Tanto che il giorno in cui si è presentato in tribunale, una folla di pakistani l’ha accolto lanciando petali di rosa. E il giudice che l’ha condannato a morte è stato costretto a fuggire dal paese.
Che l’estremismo sia sempre più radicato nei sentimenti della popolazione pakistana è dimostrato dal fatto che oggi tutti vogliono pregare proprio nella moschea intitolata a Qadri: «La gente ama Mumtaz Qadri (foto a fianco, ndr)», spiega al Guardian l’imam della moschea Mohammad Ashfaq Sabri. «Sempre più gente vuole venire qui a pregare».

MOSCHEA DA INGRANDIRE. L’imam ha lanciato una campagna fondi per raccogliere 7.500 sterline e costruire una nuova sola di preghiera sul tetto della moschea edificata tre anni fa nella città di Ghori, appena fuori dalla capitale, su un terreno donato da un ricco imprenditore.
«Tutti rispettano Mumtaz Qadri», racconta un giovane fuori dalla moschea. «Lui è stato pronto a proteggere la sua religione e ognuno di noi dovrebbe fare lo stesso».