Chelsea-Leeds sarà una battaglia. Come quella volta che dovevano esserci 6 espulsi e 20 ammoniti

Attesa enorme. Pare un normale mercoledì di coppa in Inghilterra, ma la sfida in cartello stasera ad Elland Road è di quelle da bollino rosso: dopo 9 anni tornano contro Leeds e Chelsea, una di fronte all’altra per i quarti di finale di Capital One Cup. La distanza in classifica tra i due club pare abissale: saranno pure appannati i Blues al terzo posto in Premier, ma netta è la differenza coi Whites, 12esimi in Championship. Ma i match di coppa inglesi sono scevri da pronostici, specie se di fronte ci sono due squadre così rivali.

TENSIONE ALLE STELLE TRA I TIFOSI. La polizia lo sa bene. E ha invitato i due tecnici a tenere calmi i propri giocatori e a non lasciarsi andare a comportamenti che potrebbero istigare la tensione sugli spalti. I 40mila seggiolini, è presumibile, saranno tutti pieni, e per far fronte alla grande massa di pubblico che invaderà Elland Road le autorità si stanno preparando da quasi un mese: più di 5mila tifosi saliranno da Londra, riesumando un antagonismo nato sul campo ormai quasi 50 anni fa, e poi proseguito sugli spalti nei decenni successivi, con punte di violenza estreme nell’ottobre 1982, quando addirittura ci furono più di 213 arresti a Stamford Bridge.

ANNI SESSANTA: DUE CLUB MASCHI E COMBATTIVI. Ma come detto l’odio tra Leeds e Chelsea è un elemento sbocciato in campo, alimentato dal fango degli stadi britannici degli anni Sessanta, covato in eterne sfide tra due compagini calcistiche sulla cresta dell’onda proprio tra ’65 e ’70. Nello Yorkshire aveva costruito il suo impero Don Revie, tecnico leggendario che portò i Whites dalla Second Division ai vertici del calcio inglese ed europeo: era il “Dirty Leeds” di Jack Charlton e Terry Cooper, Johnny Giles e Billy Bremner… Talenti straordinari, dal carattere estremamente combattivo in campo. A Londra invece il Chelsea era appena risalito in First Division, e puntava forte sulla tignosità di capitan Ron “Chopper” Harris, Eddie McCreadie e Peter Osgood. Di match violenti ce ne furono molti, mai però come il replay della finale di FA Cup del ’70, là dove la rivalità ottenne piena consacrazione.

LA GUERRA DI WEMBLEY. A Wembley fu una vera propria guerra, cui assistettero quasi 30 milioni di tifosi in diretta tv. In tempi recenti l’arbitro inglese Elleray ha riguardato tutta la partita, analizzando il comportamento del direttore di gara Jennings, poco propenso al fischietto e ai cartellini (tirò fuori solo un giallo): da regolamento sarebbero dovute essere concesse 6 espulsioni e 20 ammonizioni. Invece tutto passò liscio, tra entratacce, falli da dietro, colpi proibiti, pugni e gomitate. Per la cronaca il Chelsea vinse 2-1, ma, come scrisse il commentatore McIlvanney, «fu chiaro che Mr. Jennings avrebbe concesso un calcio di punizione unicamente alla produzione di certificati di morte».

LA RIVALITÀ DIVENTA TRA NORD E SUD. Così l’odio lievitò, incardinandosi nell’animo delle squadre di partita in partita, e assumendo anche connotazioni geografiche: ogni match era gara tra nord e sud, una sfida del «coraggio dello Yorkshire contro l’ispirazione cockney (londinese doc; nda)», come l’ha definita il biografo dei Blues Glanvill. Gli anni Novanta hanno visto le due compagini osteggiarsi numerose volte, e quando poi a Stamford Bridge è arrivato Roman Abramovich nel 2003, a Leeds i Whites dovevano cedere tanti dei loro giocatori simbolo, per far fronte alle difficoltà economiche della società. Alla fine di quella stagione retrocedettero, e non incrociarono più il Chelsea. Lo faranno per la prima volta stasera, così come stasera sarà la prima volta che si troveranno contro Rafa Benitez e Neil Warnock, tecnico del Leeds. Anche tra loro due non corre buon sangue: nel 2007 il Liverpool, guidato dallo spagnolo, perse malamente l’ultima di campionato col Fulham, schierando tante riserve. I Cottagers si salvarono, mentre a retrocedere fu lo Sheffield United, guidato proprio da Warnock. Che attaccò duramente Benitez, ricevendo però una minaccia di querela dallo stesso. Rafa ha promesso che stasera stringerà la mano al rivale. Tra i tanti problemi del Chelsea ci mancava anche questo.

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