C’era una volta un pezzo di legno. Storia di uomini e burattini

Squilla la tromba

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5 maggio 1999 Leggiamo sul Corriere della Sera che l’interpretazione data dal cardinal Giacomo Biffi al libro “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino” è stata accettata addirittura dalla Fondazione Collodi. Questo ci suona incredibile:
1 – per il tempismo: noi che siamo sempre stati politicamente scorretti leggemmo e amammo il libro di monsignor Biffi “Contro Maestro Ciliegia” nel 1977 (presumiamo anno della pubblicazione).

2 – per il fatto che l’interpretazione religiosa di mons. Biffi si discosta talmente dalla critica ufficiale (che parla di un Pinocchio che si autoeduca, o di un Pinocchio redento dal lavoro e chi più ne ha più ne metta) che se uno nella sua biblioteca ha dei libri di Collodi non vede di certo citato nella sua bibliografia il nome dell’arcivescovo di Bologna.

Deduzione sul campo: non è che anche la Fondazione Collodi si è accorta che se si parla di Pinocchio, si parla solo di “vedere” Pinocchio? “Vedere”= prendi una fiaba, la rendi sentimentale, edulcorata, ideologica e buonista e ne hai fatto un film Disney.

Deduzioni strategiche – Rinnovare nella propria caserma la “lettura” di Pinocchio.

– Proporre ai propri ufficiali e anche a quelli delle altre caserme la lettura dell’interpretazione di monsignor Biffi: “Un burattino che ha un padre, è chiamato ad essere uomo; un uomo che ha rifiutato il padre presto o tardi si conforma ai burattini”… (Giacomo Biffi, “Contro maestro Ciliegia”, edizione Oscar Mondadori).

– Proporne la lettura anche a coloro che cercano di spiegarsi e spiegarci le gang, il disagio giovanile e il loro essere padri (vedi Corsera, 6-7 maggio).

– Ricordarsi sempre che un pezzo di legno non è solo un pezzo di legno.

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