C’è del bene in Regione

Il documento in occasione delle elezioni in Emilia-Romagna dell’associazione Esserci. Gli incontri con Bonaccini e Borgonzoni

La Fondazione Enrico Zanotti di Ferrara, in occasione dell’imminente voto in Emilia-Romagna, ha organizzato due incontri con i principali candidati. Sabato 21 dicembre alle ore 15.00 presso il Campus universitario (via Borsari 4C, Ferrara) vi sarà il primo con il candidato del centrosinistra Stefano Bonaccini. Seguirà, a data da destinarsi, l’incontro con il candidato del centrodestra Lucia Borgonzoni. 

Bonaccini e Borgonzoni saranno chiamati a confrontarsi a partire dal testo pubblicato dall’associazione Esserci in occasione delle elezioni in Emilia-Romagna che qui di seguito riproponiamo.

Improvvisamente si sono accesi i riflettori e la stanca routine delle elezioni regionali ha avuto un soprassalto: le luci della ribalta della politica nazionale, però, non aiutano a prendere coscienza di quello che c’è in ballo realmente per la vita della gente che in quelle regioni “ci vive”. È facile, perciò, presentarsi al voto con l’unica preoccupazione di esprimere la nostra opinione sulle strategie politiche dei partiti, delegando a essi, sostanzialmente, il compito di rendere migliore la vita sociale quotidiana. “Opinione” e “delega”: due termini che, di per sé, sarebbero poco conciliabili e che invece, ultimamente, si sposano perfettamente tra loro.

Più si alza la posta in gioco, più si corre il rischio di perderne il cuore, di trascurare il “motore” pulsante della vita concreta e propositiva delle nostre città.

Il buon vivere della nostra esistenza concreta è certamente favorito dal buon governo; ma il motorino originale del bene comune è da ricercare principalmente nell’enorme ricchezza delle azioni (personali e consociate) che esaltano il “volto umano” della convivenza civile. È a questo livello che sbocciano realtà operative che non rientrano nei calcoli per sistemare le cose, che si rivolgono direttamente al compagno di viaggio, in amicizia, gratuitamente: «Gratuitamente aiutare il proprio vicino, un uomo, a risolvere e a rispondere al bisogno che ha, di qualunque natura esso sia, da quello del pane fino a quello dell’anima. Risolvere, o aiutare a risolvere, il bisogno per il quale un uomo piange e soffre. Tener presente questa carità è giudicato una follia da chi ci sta attorno nel mondo di oggi… L’estrema convenienza della vita è la gratuità fatta penetrare negli interstizi dei nostri calcoli» (Luigi Giussani, L’io, il potere, le opere).

La storia del benessere sociale della nostra regione è uno spettacolo multiforme di opere sociali e d’imprese, con diverse radici e diverse prospettive, rimaste più o meno fedeli al loro spunto originale: essere un tentativo di risposta ai bisogni di cui è fatta la vita concreta, essere “ipersensibili” al bisogno, a “qualsiasi” bisogno (dal pane all’anima) e sempre.

La nostra operatività laboriosa è il vero punto nevralgico del nostro bene comune futuro, quel bene che, attraverso le azioni consociate, è capace di esaltare la dignità della persona, di ciascuna persona, in qualunque condizione si trovi: come suggeriva Alasdair MacIntyre, oggi, come nell’epoca del declino dell’impero romano, è decisiva la costruzione di forme locali di comunità al cui interno la civiltà e la vita morale e intellettuale possano essere conservate.

Quello che ci aspettiamo dalla politica (soprattutto dalla politica regionale) è che essa sia tutta tesa a favorire in ogni modo la ricchezza della creatività dal basso o, come dice la Dottrina sociale della Chiesa, a «favorire il moltiplicarsi delle comunità intermedie».

Il soggetto vero dell’imminente scadenza elettorale è questa trama di realtà operative esistenti: sosterremo quella politica e quei politici che, nel dialogo, vorranno mettersi al servizio di queste realtà.