Cattolicesimo? Dal terzo mondo

Il grafico della settimana

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Di che colore sia la pelle di Dio, nessuno lo potrà mai dire. Ma di che colore sia la pelle dei cristiani cattolici, questo si può affermare con certezza: è sempre più scura. Lo dice il raffronto fra alcuni indicatori statistici del 1972 e del 1997, ultima data per la quale si dispone di dati completi, fra l’altro editi da poche settimane. In questo quarto di secolo, il baricentro della Chiesa fondata sulla roccia di Pietro si è spostato sempre più verso il Terzo Mondo. Prendiamo la classifica dei paesi col maggior numero di battesimi cattolici annui. I primi quattro posti della classifica non sono mutati: Brasile, Messico, Filippine e Stati Uniti in quantità comprese fra gli 1 e i 2 milioni. Dopo di loro, però, le cose sono molto cambiate. Al quinto posto, e prima fra i paesi europei, non c’è più l’Italia, ma la Colombia. Il paese di San Francesco, che conta ancora 56 milioni di cattolici, è sceso all’ottavo posto con meno di mezzo milione di battesimi, superato persino dalla Nigeria, dove vivono appena 13,5 milioni di cattolici. Più in generale si può notare questo: che nel ‘72 i quindici paesi leader comprendevano 5 stati latinoamericani, 5 europei, 2 africani, 2 asiatici e 1 nordamericano, mentre nel ‘97 il numero di africani, asiatici e nordamericani resta immutato, ma i paesi latinoamericani salgono a 7 e quelli europei scendono a 3. Spagna e Germania escono dai top-15 (nonostante l’avvenuta fusione fra le due Germanie), mentre entrano Venezuela e Guatemala. Va infine notata la generale tendenza positiva dei battesimi nel mondo: ne sono stati registrati 18 milioni del ‘97 contro i quasi 17 di venticinque anni fa. La terzomondializzazione della Chiesa cattolica è ancora più evidente quando si considerano i dati sui seminaristi maggiori nel mondo. Premesso che a livello mondiale il loro numero continua ad aumentare costantemente (oggi ce ne sono 6mila più che nel 1972, pari a un incremento del 9 per cento), va notato che nel ‘97 per la prima volta nella storia il numero di quelli del Sudamerica ha superato il numero di quelli europei, mentre venticinque anni fa erano appena un terzo! Anche il rapporto fra Africa ed Europa si è radicalmente modificato: nel ‘72 gli africani studenti di filosofia e teologia erano appena un ottavo degli europei, oggi sono quasi quattro quinti, e il sorpasso pare ormai a portata di mano. Il rapporto è cambiato non soltanto per il forte aumento di vocazioni nel terzo mondo, ma per la forte flessione nei paesi di antica cristianità: l’Europa è scesa da 28 a 18mila, il Nordamerica è crollato da 11.500 a 3.600. Oggi i primi quattro paesi al mondo per numero di seminaristi cattolici stanno tutti nel Terzo mondo: sono l’India (9.828), le Filippine (7.618), il Messico (7.519) e il Brasile (7.298), mentre Polonia (6.762) e Italia (6.337) seguono soltanto al quinto e sesto posto.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •