Pubblichiamo il testo di Antonio Simone che è stato letto durante l'incontro "Aspettando giustizia". «È più importante il giudizio di merito espresso in un processo oppure la carcerazione preventiva?»
Ha arrestato Totò Riina ed è stato a un passo dal boss mafioso Messina Denaro. Il generale Mario Mori racconta come vive un uomo dello Stato. Dalla guerra tra i carabinieri del Ros e la procura di Palermo a quella cultura del sospetto tutta italiana che rende impraticabile ogni operazione segreta
Carcerazione preventiva, uso politico delle indagini, gogna mediatica. Massimo Bordin, voce dei radicali e veterano della battaglia per la riforma del sistema, squaderna il suo archivio delle bestialità italiane
«Le mie vicende riempiono i giornali. A tempo debito, parlerò. Intanto aspetto da oltre un mese di essere operato e penso a una frase di don Giussani». Quarantacinquesima lettera da San Vittore
"Aspettando giustizia". Ci vediamo venerdì 21 settembre, 18.30, sala della Provincia, via Corridoni 16, Milano. Non mancate: con noi, il generale Mori, Farina, Del Turco, Brigandì e Antonio Simone
Antonio Simone ha scritto una lettera al giornalista di Repubblica Pietro Colaprico: «La parte di Barabba che mi assegna nel gioco non mi dispiace affatto. Le ricordo che chi mise in croce Gesù furono scribi e farisei con i loro sacerdoti»
21 settembre, ore 18.30, Milano. Tempi organizza un incontro con il generale Mario Mori, Ottaviano Del Turco, Matteo Brigandì, Renato Farina, Lodovico Festa. E con la partecipazione (straordinaria) del nostro amico recluso a San Vittore
Ogni giorno, tutti i giorni, cinque o sei telegiornali: «Una pena aggiuntiva». Poi arriva il momento di Veline, «e il carcere si anima». Quarantaduesima lettera da San Vittore