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Secondo il testo, l'Italia dovrà concordare con gli alleati un termine temporale entro cui concludere le azioni militari in Libia. La Nato risponde: «Durerà il necessario». Il Terzo polo: «Pantomima umiliante, voteremo la nostra mozione. Una maggioranza degna di tale nome avrebbe dovuto favorire una sola mozione che fosse espressione unitaria dell'intero Parlamento»
Renato Farina legge per Tempi le notizie più interessanti della giornata: «Alla fine ritroveremo l'unità e prevarrà il buon senso. Non sopporto che si sollevi il dubbio del complotto anche sulla morte di Osama bin Laden. La Chiesa sottolinea che la vita è una cosa estremamente seria, non è buonismo: non basta uccidere bin Laden per fare giustizia»
Prima di entrare in aula per Mediatrade, Silvio Berlusconi ha dichiarato, riguardo alla mozione presentata dalla Lega sulla guerra in Libia, che si tratta di «una presa di posizione anche ragionevole. Potremmo o approvarla integralmente oppure modificarla in parte ma il senso della mozione è senz'altro da condividere»
Franca Giansoldati commenta a Tempi la beatificazione di Giovanni Paolo II: «E' stato lo spot più incredibile che si potesse fare alla Chiesa cattolica: ieri un milione e mezzo di volti, pur nel disagio e nelle difficoltà, erano contenti per la beatificazione di un uomo che ha ravvivato ciò che li unisce: la fede in Gesù»
Ieri sera ad Annozero è andata in onda un'intervista realizzata a Beppe Grillo. Il comico, dal salotto di casa, spara a zero su tutti, compreso Michele Santoro, colpevole di invitare nella sua trasmissione politici «carnefici della nostra democrazia». Secca la replica del conduttore: «Sembri il Presidente del Consiglio»
Segnali di distensione tra i leader dei principali partiti della maggioranza di governo, Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Mentre il primo ammette di non aver mai imparato «a fare politica» e che doveva avvisare prima l'alleato, Bossi assicura che «non voglio certo far cadere il governo». Intanto, 10 istruttori italiani arrivano a Bengasi
La media Ocse è del 2,2% del Prodotto interno lordo. La Gran Bretagna investe il 3,5%, la Francia il 3,8%, in Italia si parla ma non si agisce. Secondo il rapporto «le donne trovano difficoltà nel combinare la maternità e lavoro retribuito», «devono scegliere tra lavorare e avere figli», e a forza di ritardare le nascite «aumenta la possibilità di non aver figli del tutto»
Stefano Folli, editorialista del Sole 24 Ore, giudica in modo negativo il vertice di ieri tra i due paesi: «Questi vertici servono per mandare un messaggio all'opinione pubblica e solo Sarkozy ne ha mandato uno forte. L'unica cosa che abbiamo ottenuto è l'appoggio della candidatura di Mario Draghi alla guida della Banca centrale europea»