Casa al Colosseo. Scajola assolto perché «il fatto non costituisce reato»

Assolto perché «il fatto non costituisce reato». Il processo mediatico consacrò l’uso del modo di dire “a mia insaputa”

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Claudio Scajola, ex ministro dello Sviluppo economico nell’ultimo governo Berlusconi, è stato assolto in merito alla vicenda della compravendita della casa al Colosseo. I pm della procura di Roma avevano chiesto una condanna a tre anni di reclusione per l’ex ministro. L’accusa era di finanziamento illecito a un singolo politico per la compravendita dell’immobile di via del Fagutale, a due passi dal Colosseo. Il giudice del Tribunale di Roma Eleonora Santolini ha però sentenziato che «il fatto non costituisce reato».

«A MIA INSAPUTA». Si conclude con una sentenza che scagiona l’ex ministro dell’Interno ed ex esponente di Forza Italia per l’acquisto di una casa con vista al Colosseo.
A causa della vicenda, Scajola dovette dimettersi da ministro, nel maggio del 2010. Celebre è rimasta la frase che Scajola usò per difendersi dalle accuse, asserendo che la parte del pagamento della sua casa a lui non riconducibile fosse avvenuto “a sua insaputa”. Si trattava di circa 900.000 euro, provenienti da un conto corrente bancario intestato ad un professionista vicino al gruppo presieduto dall’imprenditore romano Diego Anemone, già accusato di corruzione, e prosciolto in questo processo per intervenuta prescrizione.

«DOVEVO STARE ZITTO». Subito dopo la sentenza Scajola ha commentato: «Non avevo altra difesa che stare zitto, fermo. Mi sono dimesso perché non c’era altro modo di difendermi». «Mi sono reso conto che qualsiasi cosa dicessi per difendermi non risultava credibile, anche se era la verità». «Ho passato tre anni e 9 mesi di sofferenza che nessuno mi restituirà più», ha aggiunto: «Spero mi venga restituita la mia credibilità politica». Dopo aver incassato i complimenti, via cellulare, di Silvio Berlusconi, di Fedele Confalonieri e di Niccoloò Ghedini, Scajola ha aggiunto: «Ho sempre rispettato la magistratura e come ho scritto questa mattina in un sms a mia moglie, la verità prima o poi viene sempre fuori. Così è stato, anche se mi ha fatto male non essere mai creduto o leggere cose che non corrispondevano al vero. Se torno in politica? Adesso devo pensare alla mia famiglia».

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