«In Italia una postura mentale realista sarebbe utile per bilanciare un dibattito pubblico settario e partigiano». Intervista ad Alessandro Campi sul suo ultimo libro "Autoritarismo, populismo, nazionalismo"
Manifesti per il referendum Giustizia del 22 e 23 marzo in città, Milano 16 Marzo 2026 (Foto Ansa)
Scienziato sociale all’Università di Perugia, opinionista su quotidiani e in televisione, senza dimenticare la sua direzione alla Rivista di Politica fondata nel 2010 e la presidenza dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, Alessandro Campi ha appena pubblicato il suo ultimo lavoro con l’editore Rubbettino: Autoritarismo, populismo, nazionalismo. Il fine, in buona sostanza, è quello di parlare della politica, non solo nei suoi risvolti attuali, ma anche e forse soprattutto sulla base di alcuni concetti che la caratterizzano oltre il qui e ora. La lente analitica impiegata quella dello studioso “realista”, cioè riconducibile alla corrente che si indica con l’etichetta, ampia e talvolta anche abusata e distorta, del “realismo politico”. Iniziamo proprio da qui la conversazione.
Professor Campi, nel suo ultimo libro, il capitolo sul metodo sembra costituire il centro dell’argomentazione. Ci può spiegare i tratti salienti del “realismo politico”? Cosa intende quando scrive ch...
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