Il Psg ha scelto: ma per l’arrivo di Capello ci sono alcune difficoltà

Oggi l’incontro a Parigi: ma per il tecnico di Pieris ci sono alcuni cavilli burocratici legati al suo contratto con la federazione russa, che chiede 3 milioni di euro per rilasciarlo.

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Fabio Capello guiderà il Psg. O almeno così tutto vorrebbe, se non ci fossero alcune difficoltà burocratiche che rallentano il suo approdo al Parco dei Principi. Oggi hanno preso corpo tutte le voci che davano il tecnico di Pieris prossimo a sedersi sulla panchina dei transaplini, alla ricerca di una nuova guida per poter sbloccare l’arrivo di Ancelotti al Real Madrid. Il nome del friulano era stato fatto già nelle scorse settimane, ieri si era avuta un’accelerata che aveva portato oggi all’incontro nella capitale francese: al tavolo, il presidente qatariota Nasser Al Khelaifi, il d.s. Leonardo e l’avvocato Pierfilippo Capello, figlio di Fabio di cui cura gli interessi. Ma la trattativa si sarebbe complicata molto, come spiega Gianluca Di Marzio, per via di alcuni cavilli burocratici su cui si sta impuntando la federazione russa, di cui ora Capello è tecnico.

IL NO DI VILLAS-BOAS. La vicenda allenatore si era fatta assai complessa per il Psg, con Ancelotti destinato ormai dalla fine della stagione a volare a Madrid. Gli ultimi giorni avevano visto schizzare le quotazioni di André Villas-Boas, quest’anno al Tottenham, ma l’allievo di Mourinho ha una clausola rescissoria assai proibitiva (12 milioni) e nessuno a Parigi sembrava intenzionato a pagare agli Spurs una simile cifra. Così la scelta era ricaduta sul Capello, dallo scorso luglio ct della nazionale russa, che vuole per liberarlo una cifra che si aggira intorno ai 3 milioni di euro.

C’È UN ACCORDO ANCHE CON WENGER? Si attendono così le prossime ore. Decisive di certo, visto che ormai l’inizio della stagione è alle porte e serve sciogliere il prima possibile il nodo legato al tecnico. Per La Gazzetta dello Sport a rallentare la trattativa sarebbe stato Capello stesso, scontento del fatto che gli venisse proposto solo un anno di contratto. Dall’estate del 2014 infatti il Psg avrebbe già trovato un accordo per Arsene Wenger (quest’ultimo era un altro dei motivi del no di Villas-Boas: non voleva trasferirsi in Francia per una sola stagione).

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