Calcio 2000: il grande incubo

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L’altra notte ho fatto un sogno diviso in due. Nella prima parte mi è apparso Mosè e mi ha tirato un testa il primo tomo dei dieci comandamenti, facendomi notare che “non uccidere” è il quinto e non il settimo. Nella seconda parte mi è apparso Blatter, il presidente della Fifa, e mi ha rivelato come sarà il calcio del Terzo Millennio. Si giocherà in sedici contro sedici; le porte saranno dieci metri per cinque, così si segna di più e trionfa lo spettacolo; per ogni fallo in area ci saranno due rigori più uno; gli arbitri avranno un orecchio bionico e una telecamera nel cervello collegata con altre centodue sistemate nello stadio: chi rutta la coca cola in curva verrà beccato e la società multata; la moviola sarà pubblica, un’ordalia in piazza, si chiamerà moviolone e verrà sistemata sotto una statua di Biscardi; ci sarà un campionato d’Europa solo con le squadre che avranno dimostrato di essere europeiste (l’Austria è stata esclusa); il campionato italiano sarà diviso in due gironi, Nord e Sud: chi arriva primo giocherà la finale a Wembley, in campo neutro, e per evitare incidenti ci saranno solo tifosi scozzesi, arbitro Sean Connery in kilt; le sostituzioni saranno illimitate e si potranno schierare squadre miste, perché è politicamente corretto. Improvvisamente è riapparso Mosè e, con il secondo tomo dei dieci comandamenti, ha spaccato la testa di Blatter. Allora mi sono svegliato. Alla tv, Sensi e Galliani si stavano insultando. Dio, ti ringrazio, sono a casa.

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