Bologna, scontro Caffarra-Merola. Santi Casali (Pd): «Nozze e adozioni gay? Il programma non ne parla»

La posizione del partito è quella scritta nel programma, ricorda la consigliera cittadina del Pd: «Al Comune ci occupiamo dei problemi dell’amministrazione cittadina» non di matrimonio omosessuale.

«Le parole del cardinale Carlo Cafarra, che seguo sempre con attenzione, non le commento, ci mancherebbe. Le ascolto», spiega Raffaella Santi Casali, consigliera Pd al Comune di Bologna. L’arcivescovo è intervenuto contro il sindaco del capoluogo emiliano, Virginio Merola, che al Gay Pride si era espresso sulla bontà della legalizzazione delle nozze gay e delle adozioni per le coppie omosessuali. «Il programma del Pd non fa cenno al matrimonio né tanto meno alle adozioni per coppie omosessuali. Merola ha espresso una sua posizione personale».

Le parole di Merola, però, esprimono il sentire comune di una parte del suo partito, che ritiene insoddisfacente approvare soltanto le unioni civili.
Questo è un discorso che va avanti sul piano nazionale. Noi, lavoriamo al Comune di Bologna e ci occupiamo dei problemi dell’amministrazione cittadina, che già sono molti. Non abbiamo l’autorità di legalizzare le nozze omosessuali. Al di là della mia posizione sulla questione, contraria al matrimonio gay, ritengo che il confine tra tema etico e non etico sia tanto labile che è difficile affrontarlo senza approfondire. In ogni caso, abbiamo una carta dei valori e un codice etico che abbiamo sottoscritto tutti quanti.

Alcuni esponenti del Pd, come la filosofa franco-italiana Michela Marzano, ritengono che le unioni civili siano solo il primo passo verso il matrimonio gay. Che ne pensa?
Quando si toccano i fondamentali dell’esistenza, come maternità, paternità, nascita e morte, bisognerebbe essere cauti. C’è il rischio di esprimere giudizi in modo superficiale. I fondamentali dell’esistenza non sono soltanto questioni religiose. All’interno del Pd ci sono molte posizioni a riguardo, ma, lo ripeto, il programma è l’unico documento prodotto dalla mediazione interna e rappresenta la posizione del partito. Naturalmente va rispettato.

La sentenza della Corte Suprema americana, e la legalizzazione del nozze omosessuali di Regno Unito e Francia hanno rivitalizzato il fronte pro-matrimonio gay nel Pd?
Penso che sia un discorso che non riguarda solo il Pd. E penso anche che l’Italia deve smetterla di porsi come l’alunno che prende lezioni di diritti dagli altri paesi. Gli Stati Uniti hanno la pena di morte, in Olanda è legale l’eutanasia dei bambini. Sono davvero buoni maestri?

Non crede che alla fine prevarrà anche in Italia il fronte pro-matrimonio gay? Anche nel centrodestra inizia ad avere un peso rilevante.
Parlo del Pd. Se qualcuno vorrà cambiare il programma, nei modi stabiliti e decisi, dovrà rispettare le altre posizioni e confrontarsi. Ciò che penso è che il Pd voglia continuare a mantenere un profilo di equilibrio, evitando di diventare una forza politica che strumentalizza temi particolari e delicati.