Boeing scomparso, i familiari delle vittime cinesi protestano

I parenti di 152 vittime dell’aereo precipitato nell’Oceano indiano hanno protestato davanti all’ambasciata malese a Pechino. Il viceministro degli Esteri: «Il governo malese chiarisca»

I parenti delle vittime cinesi protestano davanti all’ambasciata malese

Un centinaio tra i familiari dei 152 passeggeri cinesi del Boeing 777 della Malaysia airlines hanno protestato ieri davanti alla sede dell’ambasciata malese di Pechino, proprio mentre arrivava la conferma ufficiale che l’aereo era precipitato la mattina dell’8 marzo nell’oceano indiano, al largo di Perth.

«VERITA’ NASCOSTA». I familiari delle vittime cinesi hanno marciato davanti all’ambasciata, poi hanno lanciato bottiglie di plastica contro i cancelli, tentando di far irruzione, al grido di «Bugiardi!». Il premier malese ieri aveva spiegato ai giornalisti che il governo aveva informato tutti i parenti delle vittime via sms, esprimendo cordoglio e scrivendo che “al di là di ogni ragionevole dubbio l’aereo è precipitato”. Ieri però i manifestanti cinesi per circa tre ore hanno continuato a gridare «Diteci la verità sui nostri cari!», malgrado intorno alla sede diplomatica fossero state dispiegate le forze di polizia. Quando la folla ha proseguito il lancio di bottigliette d’acqua sugli agenti, i poliziotti hanno disperso la folla. Ma prima di andare via i parenti sono riusciti a consegnare una lettera di protesta all’ambasciata, in cui hanno denunciato che non sarebbe stata detta loro tutta la verità sul destino del Boeing 777. Secondo i parenti, infatti, il governo di Kuala Lumpur ha nascosto di proposito alcune informazioni, pur sapendo già da tempo che il velivolo era precipitato in mare.

LA CINA: «DITECI COME AVETE VALUTATO». Il governo cinese è quindi intervenuto in prima linea nel caso, chiedendo al governo malese di consegnare i dati satellitari che avrebbero permesso di accertare la sorte del Boeing 777. Il vice ministro degli Esteri cinese Xie Hangsheng è intervenuto attraverso l’ambasciatore della Malaysia a Pechino: «Chiediamo alla parte malese di chiarire su quale base esattamente è stata fatta questa valutazione