Imprenditore in Italia? Ormai sono un acrobata

murano«Imprenditore? Non lo sono più. Imprenditore è chi investe. Io sopravvivo e mi sento un’acrobata. Il mio è un fallimento morale, ma se spengo i forni, è finita. E sono nella stessa barca dei miei dipendenti, tutti amici». Oggi sulla Stampa è narrata la storia di Daniele Mazzuccato, 47 anni, che dirige una storica vetreria a Murano e che racconta come, in tempi di crisi, è costretto a barcamenarsi non tanto per guadagnare, quanto per tenere aperta la sua azienda. Dal 2008 «ha alienato ogni bene, casa compresa, per finanziarsi. Da allora dorme in azienda, risparmiando anche sul costo del guardiano notturno che pesava circa 70 mila euro l’anno. “Oggi vediamo che giornata sarà”, sospira».

LA CRISI E LA GUERRA. La storia di Mazzuccato è una storia triste. Perché il suo prodotto è di eccellenza (i suoi  «lampadari da mille e una notte, stile classico veneziano addobbano ambasciate, hotel, casinò e residenze dello Yemen ad Abu Dhabi, da Londra a Miami») ed è richiesto in tutto il mondo, solo che oggi Mazzuccato s’è visto costretto a diminuire il numero dei dipendenti e degli ordini. «Un tempo, nella vetreria lavoravano in 35. Oggi sono in dieci, di cui cinque part time, senza stipendio da qualche mese». E anche per gli ordini, dove non è arrivata la crisi, è arrivata la sfortuna: Siria, Egitto e Iran sono paesi dove il mercato dei prodotti Mazzuccato funzionava, ma oggi la guerra e l’instabilità politica hanno bloccato tutto.

RESTO QUI. «Una volta partivano dai 30 ai 40 colli al giorno via barca. Ora, 30 alla settimana, “se va bene”». Ha avuto offerte di lavoro anche dall’estero, ma ha deciso di restare. «In Italia sono un evasore, ma all’estero sono apprezzato: vengono da tutto il mondo a imparare il mestiere. Fare il vetraio è storia, cultura, manualità e fatica, ma questa economia è stata distrutta». Fino a quando resisterà? Mazzuccato promette battaglia: «Non ho il coraggio di tradire l’Italia. Resto qui a combattere».

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