«Bisagno, eroe moderno e cattolico»

Aldo Grasso loda sul Corriere il documentario di Marco Gandolfo di cui vi ha parlato anche Tempi. «Un eroe moderno, spirituale e privo di retorica»

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“Bisagno, eroe partigiano temuto e rispettato anche dai nemici” è il titolo dell’articolo con cui oggi sul Corriere della Sera il critico televisivo Aldo Grasso parla del documentario di Marco Gandolfo.
I lettori di Tempi conoscono la storia di Aldo Gastaldi. Essa è al centro dell’ultimo libro di Giampaolo Pansa (Uccidete il comandante bianco) e dell’ottimo lavoro di Gandolfo che, come lui stesso ci ha raccontato sia in un’intervista sia al termine della proiezione che abbiamo organizzato qualche giorno fa a Milano, è stato «un uomo certo in tempi incerti».
POTERE COME SERVIZIO. Parlandone oggi sul Corriere, Grasso loda l’iniziativa di Rai Storia che, in occasione del 25 aprile, «ha ritrasmesso un documentario molto importante: Bisagno di Marco Gandolfo». Per Grasso, l’eroe partigiano era «un eroe moderno, spirituale e privo di retorica. Bisagno è tra i primi a formare un nucleo partigiano a Cichero e nel giro di pochi mesi diventa il comandante più amato della resistenza ligure. Bisagno interpreta il ruolo non come potere, ma come servizio; è il primo a esporsi ai pericoli e l’ultimo a mangiare, riserva a se stesso i turni di guardia più pesanti».
CATTOLICO E APARTITICO. Il critico del Corriere ricorda anche che Gastaldi era «cattolico, apartitico, con un carisma straordinario» e che si oppose «a ogni tentativo di politicizzazione della resistenza tanto da diventare un ostacolo ai piani dei partiti membri del CLN, che tentano di ridurne l’influenza».
«Di recente – conclude Grasso -, su Bisagno si è aperto un dibattito molto accesso. Nel suo ultimo libro, Giampaolo Pansa sostiene, pur senza prove documentali, che il capo partigiano sia stato fatto fuori dai comunisti che non tolleravano la sua indipendenza e la sua insofferenza alla propaganda. Anche nell’ottimo documentario di Gandolfo (che è del 2015), ci sono testimonianze che sembrano avvalorare la tesi di Pansa».

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