Bianca Berlinguer contro il cdr del Tg3: «Difendete i lavativi»

Si rompono le relazioni sindacali tra il comitato di redazione del Tg3 e la direttrice Berlinguer. Che replica: «Mossi da rancori personali».

Clima teso negli studi di Saxa Rubra. Un comunicato del comitato di redazione del Tg3 dichiara la completa rottura di tutte le relazioni sindacali con Bianca Berlinguer, da tre anni direttrice del telegiornale. Il Tg3 non è nuovo a momenti di nervosismo, ma mai manifesti al di fuori della stessa redazione. Le correnti filo-Lucia Annunziata, già direttrice dal 1996 al 1998 e oggi all’Huffington Post Italia, si scontrano con quelle filo-berlingueriane, arrivando anche a concreti e infuocati diverbi.

CASUS BELLI. Tre giorni fa, Berlinguer ha convocato la rappresentanza sindacale per comunicare alcuni avvicendamenti in redazione: Eugenia Nante, caporedattrice della cultura, lascia il suo posto a Oliviero Bergamini, già caporedattore a Milano. Il posto di quest’ultimo sarà occupato dalla sua vice, Emanuela Falcone, lasciando il suo ruolo vacante. A seguito dell’incontro, il comunicato del cdr recita: «Ancora una volta, di fronte alle nostre considerazioni su vari argomenti, il direttore ha invocato l’articolo 6 del contratto collettivo di lavoro giornalistico motivando le sue scelte con toni perentori che non ammettevano alcuna replica, rendendo così impossibile, di fatto, ogni possibilità di confronto. Durante l’incontro il direttore ci ha anche accusati di essere etero-diretti da figure interne al giornale a lei ostili, di difendere esclusivamente i “lavativi”, i nostri amici, di essere mossi da livori personali e, infine, di aver fomentato un clima di odio all’interno del giornale».

LOTTE A SINISTRA. Bianca Berlinguer avrebbe risposto al cdr con una smentita. In ogni caso, è chiaro che la situazione stia segnando una frattura via via sempre più profonda. Che poi Bianca Berlinguer voglia abbandonare la guida del Tg3 per occupare la direzione di Rai 3, ancora nelle mani di Antonio Di Bella, è un’altra voce di corridoio che nulla aggiunge all’attuale panorama.