Benedetto XVI: «La Chiesa non è un’istituzione creata a tavolino, ma una realtà vivente. La sua natura è Cristo»[link url=https://www.tempi.it/videogallery/la-chiesa-e-nel-mondo-ma-non-e-del-mondo#.US9U0etYRWc]Video[/link]

Il Papa, nell’ultimo saluto ai cardinali, promette obbedienza al futuro pontefice e condivide con loro alcune considerazioni del grande teologo. «La Chiesa è un corpo vivo, nel mondo ma non del mondo»

Benedetto XVI, nel discorso di congedo ai cardinali oggi presenti a Roma, ha promesso «incondizionata reverenza e obbedienza» al prossimo Papa.

«Prima di salutarvi personalmente – ha detto il pontefice – desidero dirvi che continuerò ad esservi vicino con la preghiera, specialmente nei prossimi giorni, affinché siate pienamente docili all’azione dello Spirito Santo nell’elezione del nuovo Papa. Che il Signore vi mostri quello che è voluto da Lui. Tra di voi, tra il Collegio Cardinalizio, c’è anche il futuro Papa, al quale già oggi prometto la mia incondizionata reverenza ed obbedienza. Per tutto questo con affetto e riconoscenza, vi imparto di cuore la Benedizione Apostolica».

L’incontro – come quello di ieri all’udienza generale – è stato molto affettuoso. Papa Ratzinger è apparso tranquillo e sorridente. «La vostra vicinanza e il vostro consiglio – ha detto ai cardinali – sono stati di grande aiuto nel mio ministero. Anche per me è stata una gioia camminare con voi in questi anni». Poi li ha esortati a essere «come un’orchestra in cui le diversità possano portare ad una concorde armonia».

Benedetto XVI ha voluto lasciare ai cardinali un ultimo pensiero che, ha spiegato, «mi sta molto a cuore, un pensiero sulla Chiesa e sul suo mistero». Un pensiero di Romano Guardini che «nell’anno in cui i padri durante il Vaticano II approvavano la Lumen Gentium», ha pronunciato parole «che mi sono particolarmente care» e che conserva nel libro con la «dedica personale di Guardini». «La Chiesa – ecco il pensiero – non è un’istituzione escogitata da qualcuno o costruita a tavolino, ma è una una realtà vivente» che vive, anche «trasformandosi, eppure nella sua natura rimane sempre la stessa e la sua natura è Cristo».

Questa, ha detto, è stata anche la nostra esperienza di ieri in piazza durante l’udienza generale: «Vedere che che la Chiesa è un corpo vivo», «è nel mondo ma non è del mondo». Ancora pensando a Guardini, ha aggiunto Benedetto XVI, «la Chiesa si risveglia nelle anime. La Chiesa vive, cresce e si risveglia nelle anime, che – come la Vergine Maria – accolgono la Parola di Dio e la concepiscono per opera dello Spirito Santo. Offrono a Dio la propria carne e proprio nella loro povertà e umiltà diventano capaci di generare Cristo oggi nel mondo. Attraverso la Chiesa il Mistero dell’Incarnazione rimane presente per sempre. Cristo continua a camminare attraverso i tempi e tutti i luoghi».