Baumgartner vola e infrange tre record mondiali (e il muro del suono) – [link url=https://www.tempi.it/videogallery/il-volo-di-felix-baumgartner#.UHvsCIXbDJw]VIDEO[/link]

È riuscito nella sua impresa il base jumper austriaco che ieri si è tuffato da 39 chilometri di altezza. Un volo che è già entrato nella storia e che ha diviso l’opinione pubblica: è scienza o pura follia?

«Ma chi te lo fa fare?». Chissà se qualcuno ha davvero posto questa domanda retorica a Felix Baumgartner, quarantatreenne base jumper austriaco che ieri dopo le 20 (ora italiana) si è lanciato da una capsula trainata da un pallone aerostatico a 39 chilometri di altezza. Un’impresa che può sembrare folle e che forse in realtà lo è, ma che già nel lontano 1960 era stata tentata e realizzata da Joe Kittinger, aviatore americano che per primo si lanciò dalla stratosfera a circa 31,33 chilometri di altezza. Era il 16 agosto del 1960.

PASSAGGIO DI TESTIMONE. Sulla terra ieri c’era Mr. Kittinger a coordinare il progetto Red Bull Stratos e a mantenere il contatto audio con Baumgartner dalla base di Rosslyn in New Mexico. Da ieri l’aviatore pioniere ha dovuto cedere due dei record del mondo ottenuti con la sua impresa: il salto più alto con paracadute e la maggior velocità raggiunta da un uomo in atmosfera, raggiunti e superati dal suo successore, che però non è riuscito a superare il record di durata di una caduta libera. Non sono mancati dei momenti di tensione: Baumgartner ha avuto problemi con il visore, che si è appannato poco prima del lancio, ma ha deciso comunque di tuffarsi. Anche durante il tuffo qualcosa non è andato come previsto: i milioni di utenti collegati sul sito che trasmetteva la diretta del lancio, infatti, si sono accorti che Felix Baumgartner non è riuscito ad assumere tempestivamente la posizione corretta, denominata delta, in cui la testa rimane bassa e le braccia sono tese lungo il corpo, ma ha rotolato a lungo su se stesso. La sua esperienza e la sua prontezza però gli hanno permesso di porsi in posizione corretta e superare agevolmente il muro del suono prima di atterrare sano e salvo a terra e inchinarsi rendendosi conto del successo della sua impresa.

FOLLIA O SCIENZA? Molti hanno definito questa impresa una follia, ma i responsabili del progetto non ci stanno: il tuffo di Baumgartner ha infatti permesso agli studiosi di recepire utili informazioni, specie sulle reazioni del corpo umano alle altissime velocità (ieri il base jumper austriaco ha toccato punte di mille chilometri all’ora). Intanto, mentre si aspetta la conferma ufficiale dei tre record del mondo infranti, pesano le parole significative pronunciate da Felix al termine dell’impresa: «Lasciate che vi dica che trovarsi lì, in cima al mondo, ti rende molto umile. Non pensi più a battere record, non pensi più a ottenere dati scientifici: l’unica cosa a cui pensi è tornare a casa sano e salvo». E lui ci è riuscito.