Banche venete, Marina Natale (ex Unicredit) verso i vertici della Sga

Imminente il rinnovo del consiglio della bad bank. Il Mef punterebbe sulla ex top manager per il ruolo di ad. Il suo nome associato al ‘caso’ Etruria dopo le rivelazioni del libro di De Bortoli

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A view of a ' Veneto Banca ' bank branch in in Milan, Italy, Tuesday, Aug. 2, 2016. Italian financial police have arrested the former CEO of Veneto Banca and seized millions in cash, shares and property as part of a wide-ranging investigation. Police said Tuesday that prosecutors in Rome are investigating allegations of market rigging and interfering with regulatory authorities dating from 2013-2014. The regional lender's former CEO, Vincenzo Consoli, has been placed under house arrest. (ANSA/AP Photo/Antonio Calanni) [CopyrightNotice: Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved. This material may not be published, broadcast, rewritten or redistribu]

La sua nomina ai vertici della Sga, la bad bank del caso Banco Napoli ora messa al servizio del recupero di 9 miliardi di sofferenze delle banche venete, viene data come “molto accreditata” negli ambienti del Mef nei giorni che precedono l’assemblea per il rinnovo del consiglio di amministrazione.

Marina Natale, milanese di 55 anni, per molto tempo uno dei top manager più qualificati e potenti di Unicredit dove ha lavorato per quasi 30 anni, potrebbe essere il nuovo amministratore delegato della Società per la gestione delle attività con sede a Napoli e una nuova missione da compiere in Veneto al servizio della più grande operazione di recupero crediti che sia mai stata gestita in Italia.

Secondo alcune indiscrezioni, la sua nomina come amministratore delegato dovrebbe essere formalizzata dall’assemblea della Sga (al 100% di proprietà del dicastero guidato da Pier Carlo Padoan) che è stata fissata per venerdì 7 luglio dopo diversi rinvii e tentennamenti. Evidentemente, non è stato semplice per il Mef trovare la squadra giusta per sostituire il vecchio consiglio della società con sede a Napoli presieduto da Marco Zanzi e con Roberto Romagnoli come amministratore delegato (quest’ultimo ha a sua volta assunto la carica tre anni fa dopo le dimissioni del bolognese Marcello Valignani).

La scelta del Mef è caduta, dunque, su una donna con grande esperienza nel mondo bancario maturata in incarichi di top management (strategie e m&a) prima accanto ad Alessandro Profumo e poi a Federico Ghizzoni quando sono stati alla guida di Unicredit. E proprio il suo coinvolgimento nei dossier più delicati di Unicredit ha procurato alla Natale qualche grattacapo. Il suo nome, infatti, è stato associato a quello del “collaboratore” di Ghizzoni citato nel libro di Ferruccio De Bortoli come colui o colei che sarebbe stata incaricata di fare le opportune valutazioni per una eventuale acquisizione di Banca Etruria in seguito alla richiesta dell’ex ministro Maria Elena Boschi.

Pettegolezzi a parte, Marina Natale, che da pochi mesi ha lasciato Unicredit in seguito alla riorganizzazione delle funzioni voluta dall’ad, Jean Pierre Mustier (ma è stata confermata nel consiglio di amministrazione di Mediobanca), non è certo il tipo di manager che tende a perdere tempo. E la sua nomina, se sarà confermata dall’assemblea, appare come la scelta di un governo che predilige la massima efficienza nel lavoro di recupero della grande massa dei crediti deteriorati di Banca Popolare di Vicenza e Di Veneto Banca dopo la loro messa in liquidazione.

Secondo lo schema previsto dal decreto approdato da poco in Parlamento e che, se tutto va bene sarà approvato in via definitiva entro luglio, la Sga avrà un conto di debito pari al valore dei crediti deteriorati nei confronti della struttura di liquidazione che dovrà progressivamente essere ridotto con l’attività di recupero fino ad essere azzerato completamente. Un’operazione che in Veneto riguarderà circa 50 mila soggetti tra famiglie e imprese. La Natale avrà molto da lavorare, ma con la fama da stakanovista che l’accompagna, non sarà certo un problema.

Foto Ansa

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