Avete presente la sigla dello spot anti-pirateria? Ebbene, è piratata

La Buda/Stemra – la Siae olandese, la società che cura i diritti d’autore degli artisti – si è “dimenticata” di pagare per cinque anni Melchior Reitveld, autore della colonna sonora del celebre spot.

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«Non ruberesti mai un’auto». Ecco l’incipit di uno dei più famosi spot passati sul grande schermo, che si conclude con una gravosa sentenza: «La pirateria è un reato». Più che mostrare i danni economici del commercio illegale dei film via internet, la pubblicità vuole instillare nel fruitore l’imperativo etico di comportarsi secondo la legge. Peccato solo che la stessa musica rock che fa da sfondo al pezzo sia a sua volta piratata. La Buda/Stemra – la Siae olandese, ovvero la società che cura i diritti d’autore degli artisti – si è infatti “dimenticata” di pagare per cinque anni Melchior Reitveld, musicista a cui la canzone è attribuita.

Per un festival del cinema del 2006, Reitveld fu chiamato per mettere in musica uno spot contro la pirateria. Dopo aver ricevuto il giusto compenso, il musicista proseguì la sua attività fino al 2007, quando acquistò – legalmente – un dvd della serie Harry Potter. Seduto sul divano, pop corn in mano e birra gelata, si apprestò a guardare la pellicola. Peccato solo che, prima della scena iniziale, partì l’illustrissimo spot. A Reitveld gli andò la birra di traverso: la sua canzone era stata utilizzata per le pubblicità anti-pirateria senza il suo consenso. E senza che la Buda/Stemra gli pagasse i diritti.

Dopo avergli rimborsato 15 mila euro, la Buda/Stemra cercò di far passare sotto silenzio l’inciampo. Ma la cifra, a detta dell’artista, era inadeguata. Secondo il tribunale di Amsterdam, la sigla anti-pirateria sarebbe stata utilizzata in 71 dvd commerciali, in Olanda e all’estero. Senza contare le continue apparizioni nei cinema di mezzo globo. Jochem Gerrits, del comitato direttivo della Buda/Stemra e titolare di una casa discografica, aveva proposto al musicista un accordo, a patto che Reitveld gli cedesse il 33 per cento dei diritti. Lo scandalo che ne è seguito ha costretto Gerrits a dimettersi.

Il tribunale di Amsterdam ha condannato l’agenzia Buda/Stemra a un indennizzo di 20 mila euro per negligenza, a cui va aggiunto il risarcimento delle spese legali. Paolo Attivissimo, del blog Disinformatico, aveva segnalato già nel dicembre 2011 la stesura di un’accusa formale verso la Buda/Stemra. Causa che l’artista ha vinto, imponendo alla società un ulteriore indennizzo.

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