Attenti al Lupo!

Squilla la tromba (diario dal fronte) di Gen. A. Vi. (nome in codice “Mamma Oca”) 20

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17 maggio 1999. Come ogni mattina il residuo di truppa formata dal sottoscritto generale mamma Oca e dai soldatini Cl. (anni 4) e Te. (anni 1 e mezzo) sale in macchina per avviarsi alla caserma di avviamento per soldatini di piombo (detta in gergo: asilo). Come ogni mattina il soldato Cl. dà l’avvio alla nostra prima battaglia per la sopravvivenza; sì, perché lì, nascosto dietro il garage, c’è un lupo… anzi… Il Lupo Cattivo che ci vuole mangiare. Come ogni mattina il nostro soldatino c’incoraggia con rinnovato vigore ad uccidere Il Lupo schiacciandolo sotto le ruote della macchina. Come ogni mattina usciamo vittoriosi dalla prima battaglia della giornata con spiaccicamento del Lupo. Come ogni mattina il soldatino Cl. elenca con gran serietà i soldati della caserma che per quel giorno avranno l’onore di pulire la macchina dal sangue del Lupo Cattivo. Avvertenza: assicuriamo tutti quegli adulti non appartenenti a nessuna caserma, e quindi troppo sensibili, che nessun male è stato fatto agli animali apparsi in questa storia. Deduzione strategica. Come mai il soldatino Cl. non si stanca mai di ripetere questa battaglia per la vita? Come mai tutti i soldatini pivelli non si stancano mai della stessa storia ripetuta all’infinito, anzi la pretendono? “Appunto perché hanno una vitalità espansiva e una grande fierezza e libertà di spirito, appunto perciò i bambini desiderano le cose ripetute e invariate. Essi dicono ‘fallo ancora’; e la persona anziana lo fa ancora fin quasi a morire perché non ha più la forza sufficiente per godere della monotonia. Dio forse è abbastanza forte per goderne e può darsi che dica al sole ogni mattina: ‘Ancora’; e alla luna ogni sera: ‘Ancora’. Può non essere una automatica necessità quella che fa le roselline tutte uguali; può darsi che Dio le faccia separatamente, una ad una, e non gli sia mai venuto a noia a farle. Può darsi che Egli abbia l’eterno appetito dell’infanzia; perché noi abbiamo peccato e ci siamo fatti vecchi, ma il Padre Nostro è più giovane di noi” (in “Ortodossia”, del grande alleato G.K. Chesterton).

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