Le vedute sfolgoranti e malinconiche sulla città più bella del mondo sono il fulcro di “Meraviglie del Grand Tour”, una mostra “insolita” allestita al museo Poldi Pezzoli
Giovanni Paolo Panini, Roma antica (1757), particolare, New York, Metropolitan Museum of Art
Nel 1995 ebbi occasione di visitare a Bruxelles una mostra incentrata sul tema della presenza di artisti a Roma nella seconda metà del XVI secolo. Il fenomeno della loro feconda migrazione s’incastonava nella grandiosa cornice di una città di straordinaria bellezza, tale da stupire chi fosse avido di percepire de visu l’armonica mescolanza dei monumenti antichi e di quelli medioevali e rinascimentali, un impatto invasivo, atto a rendere il viaggio a Roma d’obbligo. Molti degli artisti provenienti d’oltralpe non rivestirono unicamente il ruolo di spettatori, bensì lavorarono a vario titoli negli affollati cantieri romani dove, a partire all’incirca dall’ottavo decennio del secolo, in età sistina, si consacrava una concertazione operativa di pittori, scultori, marmorari, fonditori del bronzo, concepita in prospettiva del Giubileo del 1600. Questo passaggio dal Nord Europa a Roma può considerarsi un antefatto del Grand Tour che interessò un’ampia e varia stagione, estesa fra la fine del S...
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