American Sniper conquista gli Stati Uniti. E forse anche gli Oscar

Numeri da record al botteghino e sei nomination ai premi cinematografici più ambiti. Stupiti i manager della Warner Bros: «È un fenomeno culturale, una tempesta perfetta»

Novanta milioni di dollari in un fine settimana. Di solito incassi del genere ai botteghini americani li totalizzano i fumettoni della Marvel o i film fantascientifici che mettono d’accordo tutta la famiglia. Questa volta a sbancare è American Sniper di Clint Eastwood, con Bradley Cooper a interpretare un cecchino dalla mira infallibile: 90 milioni di dollari in un solo fine settimana, 30 milioni di dollari nel solo giorno di uscita, venerdì 16 gennaio. L’incasso dell’ultimo film di Clint Eastwood non potrà che continuare a crescere da adesso fino alla cerimonia degli Oscar, che si terrà il 22 febbraio al Dolby Theatre di Los Angeles.

QUESTIONE DI CHILI. American Sniper potrebbe essere lo sbancatutto della serata, visto che ha ricevuto molte candidature. Tanto per cominciare è stato candidato a miglior film, uno dei premi più ambiti. Dovrà vedersela con pellicole altrettanto apprezzate, come Boyhood, che narra la crescita di un ragazzino, girata in “tempo reale” lungo ben 12 anni di vita, o La teoria del tutto, biopic dello scienziato Stephen Hawking. La seconda candidatura è quella all’Oscar per il miglior attore protagonista, che sarebbe una grande onorificenza per Bradley Cooper, diventato famoso come belloccio da commedia. Un percorso, il suo, simile a quello di Matthew McConaughey, che l’anno scorso rinunciò ai suoi muscoli per vincere l’ambita statuetta grazie con Dallas Buyers Club, dove interpreta un malato di Aids. Per calarsi nella parte del cecchino americano, Bradley Cooper è ingrassato di ben 18 chili, confidando nella tradizione hollywoodiana che premia le trasformazioni fisiche radicali. Altri possibili premi Oscar, non minori, che potrebbero essere assegnati al film di Eastwood sono quelli alla sceneggiatura non originale, al montaggio e agli effetti sonori.

INCASSI DI GENNAIO. In Italia il film è uscito il 1° gennaio, sbaragliando l’offerta appassita dei cinepanettoni vacanzieri, e totalizzando finora 15 milioni di euro. In America l’uscita ufficiale è stata solo due settimane dopo, anticipata da qualche anteprima e dalla proiezione in quattro sale che ne possedevano l’esclusiva. Il primo a essere sbalordito di questi numeri è Dan Fellman, capo della distribuzione americana della Warner Bros: «Non abbiamo mai visto niente di simile. Per di più il film ha delle limitazioni restrittive per quanto riguarda i minori (a causa delle scene di violenza). Il dato interessante è che ha realizzato ottimi incassi non solo nelle grandi metropoli, ma anche negli stati centrali». Non venivano venduti così tanti biglietti a gennaio dai tempi degli alieni blu di Avatar: «American Sniper è un fenomeno culturale, una tempesta perfetta. Se mi aveste detto che avremmo totalizzato questa cifra, avrei risposto che stavate fumando qualcosa di strano. È il primo vero film su un supereroe “reale”. Si è comportato bene in tutti i mercati, dal paesino di provincia alla grande città». Il potere del patriottismo oppure il potere di Clint Eastwood. E potrebbe anche diventare il suo film più apprezzato di sempre.