Ambiente

n. 21 – 2010

Sono tanti i percorsi che si intersecano attorno al tema della sostenibilità ambientale: ne è una riprova il moltiplicarsi delle “giornate” indette a livello mondiale e locale per sottolineare l’uno o l’altro di questi percorsi. Così attorno alla Giornata mondiale dell’Ambiente, che si celebrerà il prossimo 5 giugno, abbiamo visto spuntare altre “giornate”: della Terra, dell’Acqua, del Vento, della Biodiversità. Una novità di questi ultimi anni è che, nella maggior parte dei casi, non si tratta più soltanto di celebrazioni o della pura azione “movimentista” di sensibilizzazione. Sullo sfondo di queste manifestazioni ci sono opere e iniziative concrete, messe in campo da singoli, associazioni, istituzioni, imprese; iniziative spesso nate dal basso, per la genialità e intraprendenza di molti, e che invocano la piena attuazione dei princìpi di sussidiarietà per poter incidere sempre più. È a questo scenario più ampio che ci si dovrebbe riferire quando si parla di Green Economy, come si fa in molti eventi che si susseguono su questo tema e come si farà nelle giornate a cavallo del 5 giugno a Milano al Festival internazionale dell’Ambiente.

Parlare di Green Economy non vuol dire restringere l’orizzonte al solo mondo del business, ma affrontare i diversi nodi di una rete che deve essere messa in grado di “sostenere” un futuro di sviluppo e di crescita. Certo bisogna evitare la trappola del “green washing”, cioè di quella tendenza a dare una colorata di verde ad attività che restano confinate entro una logica di consumo indiscriminato delle risorse. Il settore che assorbe gran parte delle energie dedicate alla crescita green è quello… dell’energia.

Molte cose stanno cambiando e si alzano le quotazioni delle energie rinnovabili, non più considerabili come elementi marginali di un panorama consolidato; anche se bisogna stare in guardia dai facili entusiasmi e dalla sopravalutazione delle potenzialità di molte soluzioni tecnologiche. Va sottolineato che la prima energia rinnovabile è l’efficienza energetica, il cui perseguimento deciso e sistematico è un obiettivo che riguarda tutti: da chi l’energia la produce e la distribuisce, a chi la utilizza, fino ai comportamenti e alle abitudini quotidiane di ciascuno di noi.

Un esempio eloquente della trasversalità e ampiezza del tema Green Economy è offerto da un approccio che si sta facendo strada sull’argomento dell’anno: la biodiversità. Tutelare l’enorme varietà di specie e di ecosistemi che rendono bello e vivibile il pianeta (e l’Italia in primis, il paese europeo con la maggior ricchezza biologica), non si può ridurre al puro punto di vista naturalistico; le strette interconnessioni della biosfera con le altre “sfere” caricano il termine biodiversità di valenze che coinvolgono la dimensione culturale, quella sociale e, in misura sempre più forte, quella economica. E portano allo scoperto gli interrogativi profondi sottesi al dibattito ambientale: quelli relativi all’uomo, primo protagonista dell’ambiente e custode dei delicati equilibri di una natura che gli è stata affidata.